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Comunicati
mercoledì 21 settembre 2022.
CAMPAGNA ELETTORALE IN ITALIA
Dai manifesti a … Tic Toc

Domenica si vota, mai vista una campagna elettorale così breve con le TV costrette a ospitare i leader dei partiti sin dalla prima mattina; gli interventi si susseguono sino a sera e non c’è scampo così, anch’io, ho ascoltato i dibattiti incuriosito e a volte tristemente sorpreso da minuscole combattive formazioni definiamole “sovraniste” che con no secchi su tutto, no all’Europa no all’Euro, no ai vaccini, no no no han messo in mostra visioni minoritarie, confermando però che democrazia esiste nel paese.
I dibattiti sono accesi le distanze chiare; fare previsioni è difficile e immaginare che ne uscirà un quadro politico simile al precedente con conseguente difficoltà a formare un governo è ragionevole, stiamo a vedere; quasi certa invece una forte astensione ad attestare che la politica oramai la fanno in pochi e questo oltre che deludere, preoccupa.
“Tic Toc”, così i partiti bussano ora alle porte dei cittadini affidando quasi esclusivamente la loro campagna ai social, persino alle up dei giovanissimi. Solo poco tempo fa era comune vedere volontari dei partiti appendere manifesti sulle bacheche e sino all’ultima elezione le polizie locali dovevano intervenire per sanzionare affissioni abusive, ora invece muovendomi sul territorio sono rimasto colpito nel vedere questi spazi tristemente vuoti e la loro nudità mi ha fatto riflettere.
Le strutture sono vetuste e senza i colori della politica deturpano, in primis, il contesto, poi fanno riflettere sui cambiamenti a cui stiamo assistendo e in me, quel vuoto metallico, ha accentuato la percezione della inimmaginabile velocità dei mutamenti a cui stiamo assistendo, complice anche la pandemia, convincendomi che il mondo che conosciamo è oramai passato, anche se fingiamo esista ancora.
Difficile quindi decifrare il futuro e dovrebbe essere compito principale della politica guidarci in questa difficile transizione anche se, sin qui, ahimè, non ha mai mostrato lungimiranza.
Mai comunque disperare nel domani, seppur arriverà diverso da come lo conosciamo.



Teresio Bianchessi
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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

WINSTON CHURCHILL

 
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