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Lettere dei lettori
domenica 9 ottobre 2022.
Perché mi candido quale sindaco di Roveredo: al peggio c’è un limite!
di Gianpiero Raveglia

Così sollecitato da alcuni amici e conoscenti, ho deciso, con entusiasmo e sano realismo, di candidarmi alla carica di Sindaco per la lista civica “6535 Insieme” per la legislatura 2023-2026.
Come è giusto che sia in democrazia, un’altra lista civica (“Civica Rorè”) propone legittimamente un suo candidato, l’ex Sindaco Guido Schenini.

Il senso della mia candidatura deve apparire chiaro per tutta la cittadinanza di Roveredo: dopo almeno tre legislature di litigi all’interno del Municipio e tre commissariamenti, è giunta l’ora di dare un segnale limpido alle cittadine e ai cittadini, alla Regione e al Cantone: il Comune politico di Roveredo, e in particolare il Municipio, deve cambiare rotta e assumersi pienamente le sue responsabilità istituzionali al suo interno e verso l’esterno.

Come si sa, il primo commissariamento governativo era avvenuto durante la legislatura 2011-2014 (nomina nel gennaio 2013 del Commissario avv. dott. Lorenzo Anastasi, già presidente del Tribunale amministrativo ticinese), il secondo e terzo commissariamento riguardano invece la corrente legislatura 2019-2022 (nomina per il periodo da luglio a settembre 2020 della Commissaria governativa Anna Giacometti, già Sindaca del Comune di Bregaglia e attuale Consigliera nazionale; nomina nel gennaio 2021 dell’attuale Commissario avv. Claudio Lardi, già Consigliere di Stato). Si sa pure che l’attuale commissariamento si è reso necessario per i dissidi sorti tra l’allora Sindaco Guido Schenini e gli altri Municipali, con il risultato finale che l’ex Sindaco dopo qualche mese ha poi dato le dimissioni, ed è così stato sostituito successivamente da un altro esponente del suo gruppo “Rorè Viva”.

La posta in gioco per queste elezioni del Sindaco e del Municipio è quindi alta. Da un lato, creare le basi per un Municipio operativo, che agisca collegialmente e correttamente per il bene del Comune e della cittadinanza, e che assolva i suoi compiti con competenza e lungimiranza. Oppure, dall’altro lato, rivangare un Municipio litigioso, distruttivo, anticollegiale, che crea dissidi invece di proporre e mediare delle soluzioni. La mia candidatura quale Sindaco, con i candidati al Municipio della lista “6535 Insieme”, persegue in maniera decisa e convinta la prima alternativa, l’unica che una cittadinanza esasperata dai continui litigi di questi anni può legittimamente attendersi.

Per ristabilire un clima di fiducia, passo dopo passo, la priorità maggiore è ricreare un’ Amministrazione comunale efficiente e vicina alla cittadinanza, che sappia assolvere i suoi compiti con competenza e celerità. Essenziale è ricostruire un clima di fiducia e sostegno all’interno dell’amministrazione, valorizzando le risorse disponibili e valutando eventuali nuove necessità.

Si sa che il Municipio, nella buona tradizione svizzera, è un organo collegiale, dove essenziale è il rispetto tra i suoi membri, lo spirito collaborativo, che deve essere favorito da un Sindaco autorevole e preparato, che sappia mediare le differenti sensibilità per trovare insieme delle soluzioni corrette legalmente, opportune e praticabili. Sono principi di sana cultura politica svizzera che purtroppo troppi municipali delle passate legislature avevano dimenticato.

Per la mia formazione e la mia attività professionale (avvocato, giudice, in particolare giudice conciliatore, mediatore), esercitata per lunghi anni, penso di poter contribuire a creare un clima di lavoro corretto e costruttivo all’interno del nuovo Municipio e nell’Amministrazione comunale.

Nell’attività municipale bisognerà garantire il rispetto del segreto d’ufficio e una discussione oggettiva sui dossier, che persegua solo l’interesse pubblico e della cittadinanza: in definitiva un remare leale e costruttivo verso obiettivi comuni. La cittadinanza va informata sull’attività municipale tramite i canali ufficiali (per esempio con comunicati municipali periodici, in cui si indichi brevemente le decisioni prese, compatibilmente con l’obbligo di discrezione) e non con le discussioni nei bar o tramite i fili diretti a persone di riferimento esterne.

Anche la campagna elettorale deve essere improntata sulla correttezza reciproca e vanno evitate ingerenze esterne non richieste. Purtroppo devo constatare che nel campo avverso si cerca già la bagarre soprattutto verso il Municipio uscente e il Commissario governativo, sollevando in modo clamoroso questioni delicate (licenziamenti) che andrebbero valutate nelle dovute sedi, con conoscenza di causa e nel rispetto dell’obbligo di discrezione. E ciò viene fatto cercando di forzare la mano a propri candidati che poi sono obbligati a far pubblicare smentite ufficiali. Si preferisce in sostanza guardare indietro (pescare nel torbido per aumentare ulteriormente i motivi di divisione e di dissidio) invece di guardare avanti (per cercare di costruire e ricostruire la Roveredo del futuro, che sappia affrontare con spirito costruttivo e collaborativo i gravosi problemi che si presentano, per trovare delle soluzioni condivise e ragionevoli).

C’è chi di recente si è attribuito il merito della mia candidatura a Sindaco, considerandola addirittura una sua “prima scelta” e sbandierandola urbi et orbi sui giornali. Entro certi limiti, come dicono a Poschiavo, me ne rallegro. Ma le cose vanno messe in chiaro. La mia attuale candidatura a Sindaco viene da lontano. Già 12 anni fa, nel 2010, un ex Sindaco, intuendo già cosa si sarebbe poi puntualmente realizzato nella legislatura 2011-2014 (con il primo commissariamento), mi aveva contattato affinché candidassi in Municipio nell’ottica di diventare sindaco, Ma a quel momento avevo declinato l’offerta, anche perché ero già in parola per la mia nuova attività professionale dopo l’abolizione della funzione giudiziaria dei Circoli avvenuta nel 2010. Sono passati 12 anni da allora e la situazione politica di Roveredo è andata via via peggiorando, anche perché chi ha assunto la carica di sindaco in questi anni, invece di operare per smussare i contrasti, ha spesso fatto il contrario, ovvero ha esasperato le divisioni. A ogni inizio di legislatura il tarlo di una mia eventuale candidatura si ripresentava con sempre maggiore attualità. Dopo il terzo commissariamento governativo, non potevo più accettare che il mio amato paese, di cui sono cittadino patrizio, avesse come unico atto di notorietà nazionale le notizie sui litigi fratricidi all’interno del suo Municipio. Era quindi giunta l’ora di saltare il fosso. Ed è quello che ho fatto con la mia attuale candidatura a Sindaco. La scelta è stata fatta in piena autonomia e seguendo i consigli delle persone a me care (mia moglie e i nostri figli). Chi mi conosce sa che sono una persona che pensa con la sua testa, che sa ascoltare tutte le persone di buona volontà, ma che quando si tratta di prendere una decisione si fa guidare solo dalla sua coscienza e dalle necessità di agire correttamente e con buon senso. Chi mi apprezza mi apprezza per queste qualità di indipendenza e di autonomia e non per altro. L’indipendenza e l’autonomia sono sempre state per me una premessa per operare correttamente anche in organi collegiali. Ciò deve valere anche per il Municipio, ben sapendo che per legge i Municipali “deliberano e votano senza istruzioni” (art. 35 cpv. 2 dello Statuto comunale di Roveredo). Chi vuole sponsorizzarmi deve sapere che agisco secondo questi principi e trarne le conseguenze. I proponenti della mia lista lo sanno e lo sanno pure i candidati municipali sulla lista “6535 Insieme”. Di loro ho piena fiducia.

C’è inoltre chi si lamenta che la lista di concordanza “6535 Insieme”, non essendo rappresentativa di tutte le forze politiche di Roveredo (avendo escluso a suo dire UDC, PDC e indipendenti), ha reso necessario la presentazione di una lista alternativa in particolare per il Municipio. Peccato però che la lista alternativa presentata, “Civica Rorè”, non presenti alcun esponente di questi partiti che si pretende esclusi, ma solo tre esponenti del gruppo “Rorè Viva”, tra cui due Municipali uscenti e un ex Municipale e Sindaco della presente legislatura (lo stesso “commissariato” e poi dimissionario). Lo scopo della lista di concordanza è anche quello di presentare dei candidati nuovi, non legati alla presente e alle passate legislature turbolente, tanto che tre Municipali uscenti (due PLR e una “Rorè Etica”), magari a malincuore, hanno fatto un passo indietro. Si vede che i tre esponenti di “Civica Rorè” questo passo indietro non hanno nessuna voglia di farlo. È loro facoltà.

Se nel nuovo Municipio di Roveredo si dovesse ripresentare la situazione ingarbugliata e guerresca come nella presente legislatura 2019-2022, vi è il fondato rischio che il Governo cantonale non si limiti questa volta a nominare l’ennesimo Commissario governativo, ma metta il Comune di Roveredo sotto curatela, prospettando magari una fusione forzata con un qualche Comune vicino. È una situazione che va evitata in ogni modo, poiché sarebbe l’ultimo atto di una sconfitta definitiva per la “Magnifica Comunità di Roveredo”, Comune che ha un passato glorioso (avendo dato i natali ai principali Magistri mesolcinesi del Barocco, attivi soprattutto nel Sud Germania), una sconfitta collettiva che riguarderebbe le sue autorità ma anche la cittadinanza tutta.

Al “battello” Roveredo deve essere data una ultima possibilità. Altrimenti la sola prospettiva è l’affondamento!

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Vista dai giovani, la vita è un avvenire infinitamente lungo. Vista dai vecchi, un passato molto breve.

(Arthur Schopenhauer)

 
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