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Editoriale
lunedì 21 novembre 2022.
LGBTQIA+ ... e poi?

Acronimi misteriosi, sigle incomprensibili, parole difficili da pronunciare e dal significato poco chiaro per i più!

Come venirne fuori? Un libricino scritto da Antonia Caruso e pubblicato dall’Associazione Culturale Eris di Torino mi ha dato lo spunto per cercare di chiarire il significato della sigla inserita nel titolo di questo articolo.
Che cosa vogliono dire dunque tutte quelle lettere messe insieme e che si fa fatica a pronunciare e figuriamoci a memorizzare?
LGBTQIA+ è appunto un acronimo che dovrebbe indicare e addirittura inventariare in modo definitivo comportamenti e identità, cosa non del tutto fattibile in quanto è facile immaginare che le cose potrebbero cambiare da un giorno all’altro con l’aggiunta di qualche altra lettera...
Ma, andiamo con ordine:
"L" sta per lesbica/che (di solito donne che provano attrazione per altre donne);
"G" sta per gay (di solito individui di genere maschile che provano attrazione per i maschi);
"B" o "B+" sta per bisex, bisessuali (individui di qualsiasi genere che provano attrazione per individui di qualsiasi genere);
"T" sta per trans (individui di vari generi e orientamenti che sentono la necessità di cambiare, sperimentare, interrogarsi sulla propria identità...);
"Q" sta per queer, termine anglosassone, che significa strano o bizzarro, in poche parole è un individuo che non vuole dare un’identità al suo genere;
"I" sta per intersex, individui che non sono nati con caratteristiche fisiche conformi ai caratteri sessuali tipici dei sessi;
"A" sta per asessuali, cioé persone che non provano attrazione sessuale verso altre persone;
"+" sta per entità in movimento, fluida e chi sa dove approderà!
Nel libro si elencano moltissime altre sigle e modi di essere ma per non confondere chi legge e soprattutto chi scrive preferisco sorvolare pensando a quanto era facile orientarsi quando le opzioni erano soltanto due!


Giuseppe Russomanno
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Vista dai giovani, la vita è un avvenire infinitamente lungo. Vista dai vecchi, un passato molto breve.

(Arthur Schopenhauer)

 
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