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Comunicati
lunedì 12 dicembre 2022.
Persone LGBT: un rapporto constata disparità sanitarie

Un rapporto di ricerca mostra che in Svizzera le persone lesbiche, gay, bisessuali o trans (LGBT) sono svantaggiate in ambito sanitario, in particolare per quanto riguarda la salute psichica e sessuale e il consumo di sostanze. Il Consiglio federale intende pertanto indagare come raggiungere meglio queste persone. Nella sua seduta del 9 dicembre 2022 ha adottato un corrispondente rapporto in adempimento di un postulato.

Con il postulato Marti 19.3064, il Consiglio federale è stato incaricato dal Parlamento di redigere un rapporto sulla salute delle persone lesbiche, gay e bisessuali. In seguito, la scuola universitaria di Lucerna ha elaborato un rapporto di ricerca sulla salute delle persone LGBT su mandato dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Lo studio giunge alla conclusione che le disparità tra le persone LGBT e il resto della popolazione sono particolarmente marcate nell’ambito della salute psichica.

Le persone LGBT soffrono per esempio maggiormente di sintomi depressivi e pensieri suicidi. Affermano anche più spesso di avere tentato il suicidio. Il Consiglio federale intende quindi esaminare come il riconoscimento e l’intervento precoci possano essere migliorati nei giovani LGBT con pensieri suicidi. Incarica pertanto l’UFSP di approfondire la questione nell’ambito del Piano d’azione nazionale prevenzione del suicidio.

I risultati dello studio tengono conto non solo dell’orientamento sessuale, ma anche dell’identità di genere (trans/non binaria vs cis). Dalla ricerca emerge che in questo gruppo target non sono questi due fattori di per sé a essere legati a una salute (psichica) più precaria. Le esperienze di discriminazione più frequenti e minori fattori di protezione psichici e sociali rivestono infatti un ruolo importante. Alcune persone raccontano anche di aver subito discriminazione e violenza nell’ambito dell’assistenza sanitaria. La paura di essere discriminate e la mancanza di fiducia nel personale sanitario possono quindi portarle a rinunciare ad alcune prestazioni.

Rispetto al resto della popolazione in Svizzera, il consumo di alcol e tabacco tra le persone LGBT è più elevato. Esse sono però anche ugualmente motivate a smettere di fumare. Consumano inoltre più spesso anche canapa o altre sostanze psicoattive. Su incarico del Consiglio federale, l’UFSP intende pertanto indagare come questo gruppo target possa essere raggiunto meglio con le misure della Strategia nazionale Dipendenze.

Per quanto riguarda la salute sessuale, il rapporto indica che gli uomini gay e bisessuali sono affetti più spesso da malattie sessualmente trasmissibili. Il Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili (PNHI) permette di implementare misure in quest’ambito già da tempo. Risultati di ricerca più dettagliati sull’argomento sono attesi per il 2023 (Sex Health Survey 2022).

In linea di massima, le strategie e i programmi menzionati devono tenere maggiormente conto delle persone LGBT e la lotta alle discriminazioni e alla violenza deve essere considerata un aspetto rilevante in ambito sanitario. Il Consiglio federale ritiene importante garantire pari opportunità nel campo della salute per tutte le persone che vivono in Svizzera, dunque anche alle minoranze sessuali o di genere. Si impegna pertanto nell’ambito delle sue possibilità a tenere in considerazione le persone LGBT nelle strategie di politica sanitaria e nella stesura di rapporti sulla salute. Inoltre, intende chiarire se sarebbe possibile migliorare i dati includendo domande sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere nei sondaggi nazionali condotti su temi sanitari e sociali.

Sulla base del rapporto di ricerca gli attori del settore sanitario e sociale potrebbero elaborare misure adeguate a favore delle persone LGBT. Il rapporto sottolinea in maniera evidente il legame tra salute e determinanti sociali. Sono perciò necessarie misure in diversi ambiti politici per rafforzare la posizione delle persone LGBT nella nostra società.

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Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

(Rita-Levi Montalcini)

 
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