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Lettere dei lettori
venerdì 6 gennaio 2023.
MORIRE A CAPODANNO COL CELLULARE IN MANO - La strage delle giovani reclute russe
di Teresio Bianchessi

Provo ad immaginare: base russa di Makiyivka nel Donetsk, capodanno, centinaia di giovani frettolosamente reclutati per una guerra di cui sanno poco o niente, ragazzi per intenderci strappati alla famiglia, probabilmente alla ragazza, sono riuniti e aspettano come in tutto il mondo la mezzanotte per festeggiare; sono attorno ad una tavola lontana, insolita, di sicuro sono pensierosi, tristi, cercano conforto contattando, messaggiando con il cellulare gli affetti lontani, ignorano o dimenticano che sono comunque “su un punto di schieramento temporaneo” che vuol dire campo di battaglia.

Un gesto normale di fine d’anno se fatto dagli altri miliardi di persone che diventa per loro fatale, i servizi segreti Ucraini intercettano l’insolito traffico telefonico lo traducono in obiettivo militare, partono missili colpiscono la base militare, la struttura esplode, esplodono i serbatoi di carburante, i depositi di armi, che alzano al cielo impressionanti fuochi pirotecnici, tragici di guerra.
A terra, straziati, non restano involucri di petardi, ma corpi dilaniati di giovani; chi dice 40 chi 400, in guerra si mente su tutto anche sui morti e ci sono feriti, mutilati.
Poveri giovani russi, giovani come gli ucraini, poveri combattenti a cui si brucia, si nega con insania la vita; si potrà, si dovrà condannare, punire chi è causa di tante sofferenze.
E’ triste iniziare l’anno nuovo costretti ancora a parlare di “cose” di guerra; proprio stasera però, mentre scrivo, i media stanno diffondendo la notizia di un “cessate il fuoco” deciso da Putin per il Natale ortodosso, per 24 ore le armi russe taceranno, che stiano mute anche quelle ucraine e che parli finalmente la ragione per porre fine a questo insensato, antistorico conflitto.

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Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

(Rita-Levi Montalcini)

 
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