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Lettere dei lettori
venerdì 13 gennaio 2023.
Pensieri sulle malvagità della guerra
di Pino Donati

ore 23.45 ... ascolto Roberto Rizzato in RSI ReteUno mentre leggo Teresio Bianchessi qui nel Moesano web.

Roby manda una ballata di Fabrizio De André che denuncia le brutture e le bassezze del Mondo ... il Signor Teresio piange i Soldati riservisti dilaniati in Caserma da un missile, squarciati mentre inviano gli auguri di Buon Anno alle famiglie... "Ti ho ascoltato, Roby, prima di mezzanotte, coi Led Zeppelin e poi, emozionante, con Fabrizio De André. Leggevo Teresio Bianchessi, uno come noi, uno che si fa prendere dai sentimenti e dalle emozioni ma conosce la Storia... la Guerra di Piero ... ripenso ai Lagorài, camminati dalla Valsugana alle Valli di Fassa e di Fiemme, da Lèvico Terme a Passo Rolle, luoghi ora silenti ma un tempo animati da aspre battaglie tra le cime, l’insensata Guerra delle Cime ... penso ai 14 mila alpini austriaci e italiani morti nel contendersi la cima di un Monte, il Caurìol, un monte ca..o, un monte! un monte di rocce e di pietre!!

Centomila Gavette di Ghiaccio, Ritorno sul Don, Uomini contro, un Anno sull’Altopiano, Quota Albania, il Sergente nella Neve, Anni spezzati, vite spezzate ...

insensato, insensato per gli uomini, non per uomini di paglia graduati e potenti del potere ...

Centomila Gavette di Ghiaccio - di Giulio Bedeschi
Ritorno sul Don - di Mario Rigoni Stern
Un Anno sull’Altopiano - di Emilio Lussu
Il Sergente nella Neve - di Mario Rigoni Stern

storie vissute, pesantemente vissute e pochi sopravvissuti lo hanno potuto narrare!
per capire veramente cosa sia una guerra, anche la vicina Guerra in Ucraìna.

Uomini contro -
magnifica rilettura cinematografica di Francesco Rosi, da Un Anno sull’Altipiano

Gallipoli - gli Anni spezzati -
magnifico film di Peter Wire, con un giovane Mel Gibson. Dalla gioia interventista "per il bene contro il male" alla frustrazione, alla sofferenza, nelle trincee fuori Gallipoli. Tanto magnifica quanto ATROCE la scena finale di questo grandissimo lavoro del Cinema.

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Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

(Rita-Levi Montalcini)

 
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