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Cultura
giovedì 19 gennaio 2023.
Passo decisivo per il Parco Val Calanca
di Lino Succetti

Il futuro del Parco naturale regionale, dopo una fase di candidatura dal 2020, è nelle mani della popolazione dei Comuni di Buseno, Calanca, Rossa e Santa Maria, chiamata ad esprimersi domenica 29 gennaio sulla «charta», il documento sulla gestione del Parco per i prossimi dieci anni, a partire dal 2024 dopo il consenso finale da parte del Cantone e della Confederazione e mediante la pianificazione territoriale a lungo termine e la gestione sostenibile delle risorse.


Sguardo da Giova (Castel) verso Castaneda e Santa Maria - Foto Lino Succetti

«Si tratta di una pietra miliare per la valle, che potrebbe ottenere il marchio del primo Parco naturale regionale della Svizzera italiana. Sarebbe infatti il primo a sud delle Alpi», ha detto il presidente del Comitato e sindaco di Rossa Graziano Zanardi durante la conferenza stampa organizzata mercoledì 18 gennaio a Arvigo. L’intento è che il progetto, oltre a «promuovere la biodiversità e il paesaggio», possa portare «nuovi posti di lavoro», ha sottolineato da parte sua il direttore Henrik Bang. Una valle che «resterà viva» e che diventerà anche «un luogo sempre più attrattivo dove abitare, che non diventerà però una meta per il turismo di massa, ma per i visitatori amanti della natura, delle escursioni e della cultura». Ciò con un’economia e uno sviluppo sostenibile, la sensibilizzazione e l’educazione ambientale, grazie alla comunicazione e la garanzia territoriale tramite la gestione del Parco. La Val Calanca è insomma un’area di tutto rispetto grazie ai suoi diversi luoghi di interesse paesaggistico e storico che un po’ in tutto il territorio punteggiano l’orizzonte. Un ambiente ricco ed estremamente variegato attende chiunque si inoltri in Valle. Ci troviamo in una terra segnata da antichi villaggi (due, Braggio e Landarenca, posti su suggestivi terrazzi raggiungibili dal fondovalle solo tramite mulattiera o con la funivia a partire dal 1961), da fresche acque torrentizie e paesaggi incontaminati, prati e boschi, maggesi, alpi e alte montagne. Testimonianza sono i villaggi e i loro edifici architettonici che raccontano la storia e la cultura del territorio, senza poi contare le svariate possibilità di movimento lento. Si va dalle semplici passeggiate o gite in bicicletta a percorsi escursionistici più complessi lungo sentieri anche assai impegnativi. Percorsi di vari livelli (194 km di sentieri di cui 127 km sono catalogati come sentieri storici) attraverso una varietà di ecosistemi naturali che offrono momenti emozionanti a chiunque sia alla ricerca di un contatto diretto con la natura e con le esperienze che da essa possono derivare. Chiunque ami il turismo naturalistico non può esimersi da intraprendere un’escursione in quest’area che nulla ha da invidiare ad altri siti grazie alla conservazione dei suoi habitat suggestivi in un caleidoscopio di paesaggi e di emozioni per chi percorre la Val Calanca specialmente in primavera, estate ed autunno e che non tralascia neanche il gusto e la buona cucina attraverso vari punti di ristoro con la proposta anche di piatti genuini e tradizionali.



L’approvazione del Parco potrà valorizzare ulteriormente l’attrattiva della Val Calanca, una valle laterale ma anche poco discosta dai centri urbani, aperta verso sud e circondata da montagne alte anche oltre i 3000 metri, con il fondovalle plasmato dalle cristalline acque della Calancasca e dalle sue importanti zone golenali. Un comprensorio esteso su quasi 120,5 km2 (di cui il 54% sono boschi) e insediamenti che abbracciano otto villaggi (Santa Maria, Buseno, Arvigo, Braggio, Bodio-Cauco, Selma, Landarenca, Santa Domenica e Rossa, l’unico comune della Valle che finora non ha aderito al progetto è Castaneda) alcuni ora in parte frazioni e tutti eredi di una rete insediativa sviluppatasi nei secoli con piccole e suggestive borgate e corti contadine, costruzioni rurali, edifici storici e antiche vie, ma anche da alcuni anni con tocchi moderni specialmente tramite RossArte e altri enti presenti in valle, dove fa capolino anche l’arte moderna grazie alla presenza della Swisshouse, delle istallazioni “Ispace”, opere in legno di larice indigeno installate nei boschi e delle opere di vari artisti come i colori e le forme di David Tremlett che ha ridipinto i muri delle tre cappelle seicentesche del paese di Rossa. Le riserve forestali sono pari a 4,5 km2 e la bandita di caccia si estende su 16,9 km2. Con meno di 600 abitanti sarebbe il parco naturale regionale con la minor densità di popolazione. Mesocco, pur non partecipando finanziariamente al progetto, ha deciso di mettere a disposizione alcune porzioni non abitate del suo territorio situate a nord del Parco.


Da Scatta- Calvari, sguardo verso Rossa - Foto Daniel Ioosli

«Grazie a un budget annuo di circa 600 mila franchi abbiamo promosso oltre 130 progetti», ha spiegato Bang ricordando i quattro anni della candidatura. Oltre a vari eventi artigianali, dibattiti intergenerazionali, escursioni naturalistiche o attività didattiche di educazione ambientale oppure culturali, sono anche stati sostenuti progetti importanti della durata di più anni come il recupero di quattro ettari di selva castanile nel Comune di Buseno, il ripristino di un biotopo (torbiera bassa) a Giova o il risanamento di oltre 1’700 metri di muri a secco a Scatta-Calvari nel comune di Rossa. Con il sì al Parco il budget per la fase di esercizio, con importanti ricadute dirette nel territorio, dovrebbe poi diventare di 1,1 milioni di franchi annui, di cui 110mila messi dall’Ente Parco Val Calanca (60mila garantiti dai Comuni), 440mila dal Cantone dei Grigioni e 550mila dalla Confederazione, oltre alla prevista raccolta di altri sussidi e contributi a favore dei vari progetti.

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Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

(Rita-Levi Montalcini)

 
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