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giovedì 19 gennaio 2023.
Val Poschiavo diventa Valposchiavo

(ats) Lunedì scorso la Commissione della nomenclatura dei Grigioni ha approvato la modifica del nome geografico "Val Poschiavo" in "Valposchiavo". La promozione turistica della regione a sud del Bernina utilizza il nuovo nome già dal 1994.

"Ora è ufficiale. La Val Poschiavo diventa finalmente la Valposchiavo. Abbiamo cambiato la carta topografica ufficiale". Così ha comunicato ieri, con malcelata soddisfazione, il direttore di Valposchiavo Turismo Kaspar Howald la decisione del Cantone dei Grigioni

Nella sua perizia il linguista e storico Nando Iseppi, membro della Commissione della nomenclatura, ha giustificato la decisione ricordando, fra l’altro, che ora il nome Valposchiavo "sta a significare non solo un posto geografico ma anche una valle di abitanti alla pari. Dire Valle di Poschiavo, significa sottolineare la preminenza di Poschiavo borgo su tutto il resto della regione".

La Valposchiavo corrisponde esattamente al territorio della Regione (politica) Bernina, situato tra l’Ospizio Bernina e il confine italo-svizzero di Campocologno. Dopo l’entrata in vigore della Legge sulla suddivisione del Cantone dei Grigioni in undici regioni nel 2014, il Cantone derivò allora il nome "politico" Regione Bernina dall’omonimo distretto giudiziario. Per accontentare tutti il logo della Regione Bernina contiene da anni anche il nome Valposchiavo.

Nel corso del tempo il nuovo nome si è affermato in diversi settori, come Valposchiavo Calcio, Expo Valposchiavo, Fondazione Musei Valposchiavo, Valposchiavo Casa, Appoggio familiare Valposchiavo. Anche la "Società Storia Val Poschiavo" scrive sul suo sito web che "Circa 2’500 fotografie testimoniano quasi un secolo di storia della "Valposchiavo" a cavallo fra il 19esimo e il 20esimo secolo."

In questo ambito, in Valposchiavo si continua a discutere se sia opportuno e corretto usare i toponimi nella loro forma dialettale o in quella italiana, come Val da Camp e Val di Campo, Ginet e Ginetto oppure Cölögna e Cologna.

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Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

(Rita-Levi Montalcini)

 
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