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Editoriale
venerdì 20 gennaio 2023.
MATTEO MESSINA DENARO - GINA LOLLOBRIGIDA - FRATEL BIAGIO
Piace di più il male?

Ci sono periodi che anche i notiziari languono, salvo poi certi momenti dove eventi di rilievo, se pur di natura diversa, si incrociano, si accavallano mettendo in difficoltà le redazioni.

Di questi tempi capita spesso ed è di questi giorni la simultaneità (16 gennaio) della cattura di Matteo Messina Denaro, il latitante più ricercato in Italia e la morte di Gina Lollobrigida, diva conosciuta e amata ovunque.
Subito i due eventi hanno pari risalto, ma con lo scorrere delle ore la morte dell’attrice scivola in coda ai titoli e la scena va tutta al latitante, a quell’uomo cattivo, feroce, stragista, pluriomicida, capace di far sciogliere nell’acido un bambino.
Comprensibile l’euforia istituzionale, anche se l’obiettivo è raggiunto dopo ben 30 anni, di sicuro positiva la reazione della gente del sud che vive nei luoghi dove si muoveva indisturbato il boss e che plaude alle forze dell’ordine; speriamo siano segnali concreti, ma soprattutto duraturi.
Ogni format è lì sul posto per fornire dettagli della cattura, dove, come, quando, la clinica, il prestanome, la malattia, si soffermano persino sull’abbigliamento griffato, l’orologio al polso da 35000 euro, l’arredo ricercato del suo covo.
Per Gina Lollobrigida, attrice, fotografa, pittrice, scultrice, ma anche donna tenace, vero esempio di un femminismo lucido, consapevole, solo qualche richiamo nostalgico in coda.
Dove voglio parare.
Sull’informazione pubblica che riceviamo… che è quella che di volta in volta decidono di darci e lo spunto mi serve per sottolineare come e da molto, forse da sempre, piaccia di più il male, probabilmente solo, almeno lo spero, perché fa più audience.
Con questo criterio figuriamoci se c’è spazio per fratel Biagio, al secolo Biagio Conte, morto 4 giorni prima a Palermo, moderno San Francesco che in vita, proprio come il santo, si è spogliato di tutto per soccorrere senzatetto, ex tossicodipendenti, prostitute, clochard, migranti, ex detenuti, emarginati, nelle sedi della sua "Missione di Speranza e Carità".
No, ma dai, a chi può interessare questo poveraccio, si d’accordo uomo generoso ma con poca visibilità, nessun “like” rende poco dare spazio al bene!
Davvero colpevole il mondo dei media perché al di là dei luoghi comuni: …che tempi… non è più come una volta…si stava meglio prima, il bene c’è, ed è tanto e sarebbe davvero rivoluzionario se l’informazione ci nutrisse almeno in egual misura anche di “bene” di “bontà” raccontandoci le tante edificanti storie di vita della “brava gente” che è generosa, propositiva, creativa, altruista, capace di silenziose imprese che meriterebbero il giusto risalto.
Sarebbe una medicina, un toccasana per ritrovare e mantenere una equilibrata e sana salute mentale.

Teresio Bianchessi

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Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

(Rita-Levi Montalcini)

 
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