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Pescati in rete
lunedì 25 aprile 2011.
L’uovo di Pasqua digitale

Dal 1979, l’Uovo di pasqua digitale o "Easter Egg" viene nascoso qua e la in molti videogiochi e programmi

Una curiosità tutta digitale, inventata nel 1979 dal programmatore di videogiochi Warren Robinett, che attraverso un trucco da parte del videogiocatore, mostra il suo nome nel suo videogioco.

Il termine Easter Egg fu coniato da Steve Wright della Atari, e identifica proprio un contenuto nascosto nel software del programma o videogioco che una volta scoperto può dare accesso a funzionalità aggiuntive, premi in varie forme (punti, bonus, nuovi livelli, facilità di diversi tipi) o semplicemente qualcosa di simpatico o divertente nascosto dai programmatori stessi, rifacendosi proprio all’immagine delle nostre uova di Pasqua nascoste in giardino.

Usato dai programmatori per apporre la propria firma, per premiare i videogiocatori o per scherzare simpaticamente con l’utente ne troviamo oggi anche addirittura in internet, per esempio ne sono presenti in tutte le versioni di Microsoft Word, nei browser FireFox, Google Chrome, in internet nel social network Facebook, in YouTube, e tanti altri.

Non limitati unicamente al mondo dei PC, gli Easter Egg sono approdati anche nei CD (con "le canzoni nascoste"), nei DVD (nei quali attraverso una combinazione di tasti del telecomando si può accedere a contenuti nascosti), nelle console da videogioco, insomma il piacere di ogni sviluppatore di apporre il suo "tocco artistico" è allettante e ... ci si lascia tentare facilmente!

Lascio a voi il divertimento di andare a cercare le vostre uova di Pasqua con questo video di un vecchio ma molto apprezzato Easter Egg di Excel che vi proietta da una noiosissima tabella ad un mondo 3D surreale!

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"Megghju aviri a chi fari cu centu briganti, ca cu nu stortu gnuranti."

È meglio aver a che fare con cento briganti piuttosto che con uno solo, ma stupido.

Proverbio calabrese

 
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