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Storia di luoghi - Luoghi della storia
venerdì 26 agosto 2011.
Clemente Maria a Marca
di Marco Marcacci


La lapide in ricordo di Clemente Maria a Marca (1764-1819)

Quasi duecento anni fa, la mattina del 27 agosto 1819, moriva all’età di 55 anni uno dei notabili mesolcinesi più noti e influenti del tempo: Clemente Maria a Marca. La morte lo colse per “insulto apoplettico” a Leggia mentre era in viaggio da Roveredo verso Soazza dove risiedeva. Il figlio Ulderico, continuando il diario del padre ha così narrato l’evento: “Il venerdì s’alzò nel far del giorno, chiamò in piazza il Pizetti, e così discorrendo col medesimo venne pian pianino fin fuori di Leggia. La si riposarono alquanto – alzatesi continuarono il viaggio senza mai lagnarsi né di stanchezza, né d’altra indisposizione. Arrivati dirimpetto alla casa del fu zio commissario, disse il nostro caro padre al Pizetti: mi vien male. In quel punto lo vuol sostenere Pizetti, ma egli andò per terra senza più proferir parola, e dopo due giri d’occhi rese lo spirito ... Accorse gente, se lo trasportò in casa sua, venne il medico, e lo ritrovò senza vita ... Andai a vedere in Leggia il nostro carissimo genitore, ch’era ancora sì bello come quando faceva bocca da ridere”.


La casa a Marca di Leggia nel 2011.Costruita intorno al 1777 è stata riattata nel 1999.

Dopo questo toccante passo, il resoconto continua fornendo indicazioni sulle usanze funerarie: “Vi era moltissima gente: tutti credo i parenti ed amici vi erano, chi più tardi, chi più presto concorsi. Moltissimo popolo pregò tutta la notte. Se gli diede da mangiare e da bere secondo l’usanza di colà. La mattina summa mane si trasportò il cadavere, con l’accompagnamento delle confraternite, di Comune in Comune, e con moltissimo concorso, che sarebbe ancora stato maggiore se la forte pioggia non l’avesse impedito. Con l’invito generale a tutti i religiosi d’ambe le valli gli si diede verso mezzo giorno sepoltura”. Una lapide che ricorda l’illustre notabile mesolcinese è stata immurata in prossimità del luogo del decesso (di fronte all’attuale ex stazione di Leggia). La scritta in latino incisa sulla pietra è leggibile con qualche difficoltà.

Eccone la traduzione proposta da Cesare Santi:

OH VANITÀ DELLE COSE MORTALI! QUELL’UOMO COL QUALE CI SIAMO CONGRATULATI OR ORA PER VITTORIOSE IMPRESE, E CHE TUTTI VEDEMMO TESTÈ SANO E FIORENTE; QUELL’UOMO PER IL QUALE OGGI MESTI IMPLORIAMO L’ETERNO RIPOSO, IL GRANDE IDEATORE E PIÙ FORTE PROPUGNATORE DELLA COSTRUZIONE DELLA STRADA CHE STA PER APRIRSI, COL PENSIERO SEMPRE RIVOLTO AL PUBBLICO BENE, CLEMENTE MARIA A MARCA, LANDAMANO, GOVERNATORE, LANDRICHTER, DUE VOLTE MEMBRO DEL GRAN CONSIGLIO, SAPIENTE E PRUDENTE NEI MOMENTI PIÙ DIFFICILI DELLA CONFEDERAZIONE; QUELL’UOMO CADDE QUI COLPITO DA INSULTO APOPLETTICO IL 27 AGOSTO 1819

La lapide immurata dirimpetto all’ex stazione di Leggia.

Nato il 21 novembre 1764 Clemente Maria a Marca è spesso menzionato con l’appellativo di Governatore, carica che egli esercitò effettivamente in Valtellina per dieci giorni appena: insediato ufficialmente il 12 giugno 1797 fu deposto il 22 dal movimento popolare – incoraggiato da Napoleone Bonaparte – che segnò la fine del dominio retico sulla Valtellina. L’attività politica dell’a Marca fu invece intensa, importante e molto precoce. A 19 anni divenne console (sindaco di Mesocco) a 20 fu delegato alla dieta della Lega Grigia e a 21 andò a Sondrio in qualità di cancelliere della Valtellina. A 23 anni sposò Giovanna Ferrari, di Soazza: la coppia avrà 13 figli, 8 dei quali morti in tenera età. Sarebbe lungo citare tutte le cariche politiche e giudiziarie da lui assunte a Mesocco e in Mesolcina. Nel periodo convulso della Repubblica elvetica (1798-1803) si destreggiò con abilità e forse con opportunismo gattopardesco nelle diverse congiunture politiche. Nel 1801 sostenne l’aggregazione della Mesolcina (e della Calanca) al nascente Canton Ticino e fu eletto deputato ticinese alla Dieta elvetica. Dopo la formazione del Canton Grigioni fu a due riprese capo (Landrichter) della Lega Grigia e perciò membro del governo retico; ricoprì altresì diverse cariche giudiziarie
Clemente Maria a Marca in un ritratto del 1801: la lettera che ha in mano è indirizzata “al rappresentante del Canton Ticino”.

Grazie alla sua rete di conoscenze e alla sua influenza di notabile, fu delegato per importanti negoziati internazionali e intercantonali difendendo gli interessi della Valle. Va ricordato soprattutto il ruolo determinante da lui avuto nel promuovere la costruzione della strada carrozzabile del San Bernardino e nell’ottenere i necessari finanziamenti.

Planimetria di Leggia al momento della costruzione della strada carrozzabile del San Bernardino.

Non riuscì a vedere l’opera compiuta – iniziati nell’autunno del 1818 i lavori terminarono nel 1823 – e il destino volle che la morte lo colse proprio mentre percorreva un tratto già costruito di quella strada, dove ancora oggi un modesto monumento lo ricorda alla memoria collettiva.

Bibliografia sommaria:

Il diario del Governatore Clemente Maria a Marca 1792-1819, a cura di Martina a Marca, Cesare Santi, Mesocco 1999.

1803: la Mediazione napoleonica e l’identità grigione, in “Quaderni grigionitaliani”, n.4, 2003.

Paolo Mantovani, La strada commerciale del San Bernardino, Locarno 1988.

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Proverbio cinese

 
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