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Regionale
lunedì 28 novembre 2011.
Araldica e Sfragistica Istituzionali del Moesano
Fervore tipografico nel Moesano

È stato distribuito oggi il libro di Franchino Giudicetti per la Fondazione F., M. e G.P. Giudicetti di Cama, che affronta un argomento complesso e complicato come quello dell’Araldica e della Sfragistica. Il lavoro, veramente ben strutturato ed elaborato è una panoramica storica della nostra regione che sicuramente sarà di valido aiuto ad eventuali ricercatori. La grafica è stata curata con notevole bravura da Ivan Peduzzi di Castaneda. Sotto riportiamo l’introduzione dell’opera.

Lo spunto per questa ricerca storico-documentaristica, non esaustiva, è dato dall’uso attuale errato di uno stemma che dovrebbe rappresentare il distretto Moesa.
Stemmi e sigilli rivestono da sempre, a prescindere dalla loro valenza giuridica, una grande importanza simbolica per i significati storici a essi collegati che non dovrebbe essere sottovalutata. Vanno perciò trattati con rigore, in modo preciso e non equivocabile. Ciò vale in particolare per le iscrizioni – la leggenda – e le figure nel campo dei sigilli e nello scudo degli stemmi.



La delimitazione temporale dei capitoli che seguono è fissata, per circa ottocento anni di storia del Moesano, dai de Sacco nel Duecento, dai Trivulzio attorno al 1500 e, concludendo per ora un’evoluzione politica di 400 anni, dagli stemmi ufficiali dei circoli e dei comuni – queste le denominazioni moderne - della metà del secolo scorso. Gli stemmi e i sigilli significativi delle differenti unità territoriali che formano il Moesano, dei suoi Signori medievali e del Capitolo ecclesiastico regionale sono illustrati su 12 tavole, che contengono anche le note corrispondenti con i riferimenti alla loro provenienza e inoltre altri esempi non raffigurati e in parte già pubblicati.

Un’attenzione particolare è rivolta alle due, poi tre principali suddivisioni istituzionali del Moesano: Mesocco, Roveredo e Calanca. La prima tavola, quella conclusiva e tre figure sono riassuntive, mentre nell’appendice altre 4 tavole concernono la storia religiosa delle due valli, che sta alla base della maggior parte delle figure araldiche del Moesano.
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Chi non sa sorridere non apra bottega.

(Proverbio cinese)

 
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