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domenica 5 febbraio 2012.
«Sorpresi da una forte scossa di terremoto»
di Marco Marcacci

«Sorpresi da una forte scossa di terremoto»

Il 25 e il 27 gennaio scorso, due scosse sismiche con epicentro nel Norditalia sono state percepite anche da noi. L’eco mediatica è stata, a dire il vero, inversamente proporzionale alla magnitudo del terremoto stesso. Ma poiché si tratta di eventi abbastanza rari nelle nostre regioni, finiscono per colpire l’immaginazione e suscitare anche qualche timore.
Consultando «L’Amico del Popolo», il primo settimanale mesolcinese, pubblicato negli anni 1881 e 1882 dal farmacista di Grono Antonio Zoppi, ci siamo imbattuti in due trafiletti che segnalavano una scossa di terremoto avvertita in Mesolcina e in Calanca il 7 marzo 1882.
Il giornale scrive nella sua edizione del 9 marzo che “La mattina del 7 corrente, pochi minuti dopo le ore quattro fummo sorpresi da una forte scossa di terremoto, susseguita da un sordo rumore simile a quello del tuono lontano” e aggiunge che “una scossa più leggiera fu già avvertita da coloro che si trovavano in Chiesa, la mattina del 27 febbraio alle 7 ore”. Pare che “alcune donne di Calanca colte per via da questo fenomeno giunsero a Grono piene di spavento”, sempre secondo il giornale. Il terremoto fu avvertito anche nell’alta Valle “il giorno 7 marzo alle ore 4.20 antimeridiane si faceva sentire in Mesocco una fortissima scossa di terremoto, seguita da forte rombo”.

La scossa fu avvertita anche a Bellinzona e Biasca, come riferisce il quotidiano «Gazzetta Ticinese» nella sua edizione del 9 marzo: “Il 7 corrente alle ore 4 e 13 minuti del mattino, precisato dall’impiegato telegrafico di servizio in Bellinzona, si avvertì una fortissima scossa di terremoto con moto sussultorio di brevissima durata e preceduta da un rombo sotterraneo alquanto prolungato. Da alcuni osservatori si rimarcò l’oscillazione di lampade sospese, il tintinnio di bicchieri riuniti sopra un bacile, tremolio del suolo”. Il sisma fu avvertito anche a Biasca.
Secondo il catalogo dei terremoti storici in Svizzera (http://www.seismo.ethz.ch/index_IT), il sisma del 7 marzo 1882 aveva come regione epicentrale Grono e una magnitudo di 2.7. Anche la scossa del 27 febbraio è menzionata nel catalogo, con epicentro la località di Rovetta nel Bergamasco.
Sempre per il XIX secolo, si segnala una scossa avvertita il 12 novembre 1868, di magnitudo 3.9, con epicentro Cama. Questa scossa fu pure avvertita in varie località del Ticino, segnatamente a Locarno, Bellinzona e Bignasco, “alle ore 12.35”... e durò di 3 in 4 secondi”. A Bignasco “la sua forza fu tale da smuovere i vetri come quando soffia un gagliardo vento, e produsse un rumore simile a quello di una carrozza al trotto sopra un terreno gelato” («Gazzetta Ticinese, 13 novembre 1868»).
Un altro terremoto, inserito nel catalogo – una scossa di debole intensità – si verificò il 31 ottobre 1877, avvertito nell’Alta Mesolcina. Non pare siano mai avvenuti terremoti con danni in Valle.

Ricordiamo per finire che il territorio svizzero non è soggetto a forti e gravi movimenti sismici. Il terremoto “storico” più importante fu certamente quello che distrusse Basilea nel 1356 e causò circa 300 morti. Terremoti di una certa importanza si sono prodotti in Vallese, segnatamente nel 1755, 1855 e nel 1946; in Svizzera, l’ultimo terremoto che abbia causato danni avvenne il 20 novembre 1991 presso Vaz, nei Grigioni.

Marco Marcacci

Il terremoto di Basilea del 1356 in una illustrazione del XVI secolo (S. Münster).

Il terremoto del 1855 a Stalden (VS).
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“Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie... lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

ORIANA FALLACI

 
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