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Storie e leggende
mercoledì 15 febbraio 2012.
Mondo pazzo
di Paolo Riz à Porta

Leggo, senza stupirmi troppo, qualche quartina di una poesia di Lorenzo Stecchetti (Olindo Guerrini), poeta italiano nato a Forlì nel 1845 e morto a Bologna nel 1916, intitolata:

“Aurora”

Muore l’antico mondo e pur l’invade
la ferocia d’un tempo e ancor minaccia.
Ardono i fuochi e a fucinar le spade
mancano ormai le braccia,

e i tardi vecchi, cui negli occhi ladri
rosseggia un lampo di pensier cruenti,
tolgon per forza ai baci delle madri
i giovani fiorenti;

seguon le schiere dicon loro: “Andate!
Vil chi piangendo volge indietro il viso!
Dateci il sangue e vivi non tornate
se non avete ucciso.

La poesia che segue mi ha sempre impressionato sia per la considerazione che contiene, sia per la tremenda e continua attualità dell’individualismo sempre più forte che domina il nostro mondo. Si intitola:

Memento

Quando, lettrice mia, quando vedrai
impazzar per le strade il carnevale,
Oh, non scordarti, non scordarti mai
Che ci son dei morenti all’ospedale!

Quando, bella e gentil, tu salirai
Di liete danze alle suonanti sale,
Volgiti indietro e la miseria udrai,
La miseria che piange sulle scale,

Quando tu riderai negli occhi belli,
Come un raggio di sol giocondo, amore,
Pensa che amor non ride ai poverelli.

Quando ti specchierai, ti dica il core,
Che una perla rapita ai tuoi capelli,
Solo una perla, può salvar chi muore.

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Non consiste tanto la prudenza dell’economia nel sapersi guardare dalle spese, perché sono molte volte necessarie, quanto in sapere spendere con vantaggio.

Francesco Guicciardini, Ricordi, 1512/30

 
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