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Politica
giovedì 3 maggio 2012.
Riceviamo e pubblichiamo:
A proposito di fusioni comunali
di Andrea Toschini

Dalle colonne de “Il S. Bernardino” del 27 aprile 2012 leggo che l’assemblea del PDC del Moesano, recentemente riunitasi per nominare i giudici del Tribunale distrettuale Moesa, ha anche discusso di alcuni temi politici quali il Parc Adula e le fusioni comunali in Mesolcina. Vi si riporta la critica alla Regione Mesolcina che non avrebbe una chiara volontà di portare in avanti celermente il progetto delle fusioni comunali. Che anche i partiti comincino a discutere seriamente e a confrontarsi al loro interno su un tema importante come quello della fusione è un fatto estremamente positivo. Aggiungo che anche la critica e le osservazioni costruttive a chi gestisce il progetto non sono solo lecite ma addirittura auspicabili. Ciò premesso mi si consentano alcune considerazioni:

1. Nelle elezioni (tenutesi nel 2010) per il rinnovo del Comitato direttivo della Regione Mesolcina il PDC, sino ad allora rappresentato con due membri, di cui uno vicepresidente, ha rinunciato a proporre candidati. Con ciò il PDC ha rinunciato a priori a lavorare per i progetti della Regione, quando la realizzazione di questi ultimi necessitava invece del concorso di tutti.

2. Coscienti che una fusione passa necessariamente anche da tappe intermedie, nel 2011 la Regione Mesolcina ha sostenuto e promosso (nell’ambito di un lavoro comune e propositivo che ha coinvolto numerosi enti e istituzioni) la fusione delle scuole secondarie e di avviamento pratico a livello di Mesolcina e Calanca. Sarebbe stato bello poter contare allora sull’appoggio compatto del PDC, che in alcuni Comuni è invece mancato.

3. Il progetto di aggregazione dei Comuni in Mesolcina vede quale ente responsabile la Regione. L’incarico gli è però stato espressamente affidato dai Comuni, che hanno anche garantito il finanziamento del progetto. Ora, l’unico Comune ad essersi nel frattempo defilato e ad aver messo la Regione nella condizione di non poter lavorare è il Comune di Cama, le cui redini sono rette da chi sappiamo.

4. Non è vero che la Regione non ha volontà di portare avanti celermente il progetto. Lo scadenziario fissato ad inizio anno non è stato modificato. Il preteso ritardo di un anno è stata una libera interpretazione di un giornalista in vena di scoop, a cui molti hanno voluto dare eco senza verificare l’informazione.

5. La Regione oltre alla celerità ha quale preoccupazione la serietà dei lavori. Proprio per questo ha previsto un’organizzazione che implica il coinvolgimento di tutti i Comuni e di consulenti esterni. Per fare della fusione un progetto neutro che sia l’emanazione della volontà dei Comuni stessi. Tale metodologia di lavoro evidentemente ha i suoi tempi, dipende in particolare fortemente dalle possibilità delle autorità comunali di dedicare tempo all’aggregazione.
 
Non svelo certamente un segreto se affermo che la fusione di valle in Mesolcina è un progetto estremamente ambizioso e forse anche in parte visionario. Ci mancherebbe altro che lo si abbozzasse in quattro e quattr’otto, per portarlo in fretta e furia in votazione senza chance di essere approvato (ma forse è proprio quanto taluni vorrebbero...). Il progetto di fusione per avere possibilità di successo ha bisogno della partecipazione e del sostegno effettivo di tutti. Chi lo appoggia dovrebbe dimostrare il suo sostegno innanzitutto con i fatti. Le sole parole, smentite dai fatti, servono solo a creare l’alibi.
 
Andrea Toschini

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Un uomo benevolo dovrebbe permettersi qualche difetto, per non far fare brutta figura ai propri amici.

Benjamin Franklin

 
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