venerdì 4 maggio 2012.
Grono: problemi finanziari
di Paolo Riz à Porta
Ultimamente ho scritto qualche considerazione sulla situazione finanziaria del Comune di Grono, invitando i "preoccupati" ad una discussione d’esame delle diverse problematiche di carattere finanziario.
Non si sono presentati in tanti: infatti, oltre me, arrivarono altri tre.
Ripensandoci, mi viene in mente una bella poesia del Giusti che, se bene interpretata, rispecchia “l’interesse” per la partecipazione alle cose comunali.
I Più tirano i Meno
Che i più tirano i meno è verità,
posto che sia nei più senno e virtù;
ma i meno, caro mio, tirano i più,
se i più trattiene inerzia o asinità.
Quando un intero popolo ti dà
sostegno di parole e nulla più,
non impedisce che ti butti giù
di pochi impronti la temerità.
Fingi che quattro mi bastonin qui,
e lì ci sien dugento a dire: Ohibò!
senza scrollarsi o muoversi di lì;
e poi sappimi dir come starò
con quattro indiavolati a far di sì,
e dugento citrulli a dir di no.
(Giuseppe Giusti)
Questa poesia l’ho imparata quando ero ragazzo ed alunno della scuola media a Roma e mi è tornata a mente durante l’evoluzione e caduta del fascismo.
Tornando a noi e ripensando ad un giudizio espresso da un Consigliere comunale sul poco interesse della popolazione sui fatti comunali, invito tutti a chiedere quando vogliono delle spiegazioni su quanto viene deciso, detto o fatto.
Per esempio: sulla parte destra della strada che dalla cantonale, scende verso la zona stazione è stato pitturato uno “zebrato" che dovrebbe delimitare la zona di sosta di veicoli occupati da scolari. In aggiunta sono stati posati dei grandi vasi con il risultato che due automobili anche piccole non possono passare contemporaneamente. Questo, malgrado il notevole spazio disponibile ed utilizzabile sul retro della scuola.
Altro argomento: La Ca’ rossa. Mi è stato detto che sarebbero necessari diversi interventi per riparazioni e rimessa in sesto di servizi e locali. Questo edificio è costato molto: circa 1’650’000.00 franchi nel corso degli anni, ma non è mai stato considerato idoneo per uso comunale. Non dovrebbe essere troppo difficile affidarlo ad un comitato che assuma l’impegno della rivilitizzazione secondo un preciso accordo tra le parti.
Scuola comunale: quanto durerà l’occupazione della cucina ed eventualmente di altro messi a disposizione della ricostruenda casa per anziani? In che misura abbiamo contribuito alla costruzione e a quali condizioni?
Sono solo esempi, lascio ad altri il compito di fare domande, se non altro per dimostrare che siamo interessati ai problemi comunali e che non ci limitiamo a discuterne all’osteria e spesso solo per denigrare. Una volta avevamo un’assemblea che ora è stata sostituita con la votazione per urna. Non dico che sia meglio o peggio, ma la votazione era solitamente palese. Credo che sarebbe meglio ripristinarla.
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