Guardiamo una tastiera di un pianoforte.
Ora immaginiamoci tutti i tasti neri a destra
e tutti quelli bianchi a sinistra.
In questo modo non riusciremmo mai
a comporre fantastiche melodie.
Conoscendo però le qualità dei neri
e le qualità dei bianchi, frammistandoli,
mettendoli a contatto, il miracolo è fatto.
La conoscenza reciproca crea accordi perfetti.
Se ci conosciamo non ci evitiamo... anzi!
Ecco cos’è l’integrazione.
Non consiste tanto la prudenza dell’economia nel sapersi guardare dalle spese, perché sono molte volte necessarie, quanto in sapere spendere con vantaggio.