mercoledì 1 agosto 2012.
La battaglia di Beresina e la sua eredità
In occasione della festa nazionale, il Consigliere federale Ueli Maurer parla della Battaglia di Beresina del 1812 e della situazione politica 200 anni dopo. Egli terrà la consueta allocuzione per il compleanno della nazione il 31 luglio a Hinwil e a St. Margrethen così come il 1°agosto a Uster, Siblingen, Linden e Münsingen.
Al centro del discorso il ruolo della Svizzera nel contesto internazionale: la sempre maggiore pressione proveniente dall’estero nei confronti dell’ordinamento liberale e dell’indipendenza della Svizzera nonché le costanti richieste volte sempre più a limitarne la sovranità. Attualmente al di fuori dei nostri confini si discute se la Svizzera debba o meno adottare il diritto UE.
Per questo motivo ancora una volta nella storia il nostro Paese si trova confrontato a una domanda fondamentale: la Svizzera ha la volontà politica di mantenere la propria indipendenza? O continuerà invece a cedere alle richieste e lascerà sempre di più che siano gli altri a decidere del suo futuro?
Nella sua allocuzione il Consigliere federale Ueli Maurer si dice preoccupato per la situazione attuale, situandola in un contesto storico più ampio: il destino degli Svizzeri durante la Campagna in Russia di Napoleone e la Battaglia di Beresina, di cui quest’anno ricorre il 200esimo anniversario.
Il motivo per cui allora la Svizzera pagò con migliaia di vite umane la sfrenata politica di potere di un’Europa «unita» e guidata centralmente, è riconducibile a una politica interna priva di coraggio e pronta a cedere alle richieste di Paesi stranieri. Tutto ciò sfociò nella perdita della sovranità e nella rinuncia all’indipendenza. Il declino della vecchia Confederazione avvenne in particolare per tre motivi: la direzione politica diffidò del popolo e disdegnò il suo volere. Un’élite compiacente e senza spina dorsale accecata da grandi visioni e dalla promessa di una nuova era, commise il grave errore di sottovalutare il proprio Paese. Una direzione politica, speranzosa di accontentare con sempre nuove concessioni la controparte, espose la Nazione alla rinuncia dell’autodeterminazione.
Anche se non è coretto affermare che la situazione si ripeta – ha precisato il Consigliere federale Ueli Maurer – si può tuttavia constare che essa si sviluppa sempre secondo i medesimi schemi. A supporto di questa sua affermazione egli espone evidenti parallelismi fra la fatale politica del 1798 che comportò la partecipazione della Svizzera alla Campagna di Russia di 200 anni fa e le sfide politiche attuali… Ueli Maurer si augura che la Svizzera abbia delle cittadine e dei cittadini coraggiosi pronti a impegnarsi costantemente per quell’ideale di indipendenza e di libertà caratteristico del nostro Paese.
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