• 14757 Greenday 2020 – Festa della sostenibilità
  • 14730 Attenti a "Radar" c’è Lulo!
  • 14617 Apphalthopolis
Ricordiamoli - i nostri cari
lunedì 27 gennaio 2014.
„La goccia“ di Kopeko
di Nicoletta Noi-Togni

Vent’anni, le vacanze di Natale! Siamo due allieve infermiere e la vita al San Giovanni ci mette davanti ogni giorno alla vita e alla morte. Ma è Natale e nel calore della mia casa a San Vittore quel mondo d’ospedale che tanto amiamo ma che tanto ci fa soffrire, si allontana sempre più. Fuori la neve cade e piega i cipressi del viale che porta alla chiesa; dentro l’atmosfera è magica, la luce viva, la stanza ravvivata da voci giovani e amiche, motti e risate si rincorrono vicino al pianoforte che qualcuno ha incominciato a suonare.
È bello! Poi giunge Kopeko.
Parliamo tutti assieme finchè lui si siede alla tastiera, le dita agili e sicure. Suona e canta e ci presenta “La goccia” una sua creazione. Armonia e parole si diffondono, la camera ne è pregna. Ora non parliamo più, in silenzio lasciamo che melodia e poesia ci giungano al cuore, l’allegria ha lasciato il posto al sogno, al sentimento; cerchiamo di imprigionare l’immagine di quella goccia che cade e cade, diventa gioia, diventa dolore.
Il mattino ci svegliamo con la neve che continua a cadere sulle strade del paese e la canzone di Kopeko sempre ancora nelle orecchie.
Pensiamo, sempre ancora, all’immagine di quella goccia che la nostra mente ha catturato. Quella goccia che cade, cade, diventa gioia, diventa dolore, diventa eternità. Quella che, di goccia in goccia, Kopeko ha ormai raggiunto. Lasciandoci il ricordo di una serata magica e di quella goccia che attraversa la vita.

Nicoletta

top

“I bambini oggi sono dei tiranni. Contraddicono i genitori, ingoiano il loro cibo e tiranneggiano i loro insegnanti.”

Socrate

 
Sponsors