• 16757 Sulle creste tra Grigioni e Ticino
  • 16507 Segnaletica ... incompleta!
Comunicati
mercoledì 21 maggio 2014.
FALÒ HA AGITO CORRETTAMENTE
Sulla Casinò Lugano SA e sul linguaggio del Mattino della domenica

In due prese di posizione del 14 maggio scorso, l’ex Mediatore per la Radiotelevisione della Svizzera italiana, avv. Gianpiero Raveglia, ha respinto altrettanti reclami sul servizio Casinò d’azzardo, di Gianni Gaggini, diffuso dal magazine televisivo RSI Falò del 19 aprile 2012. Il primo reclamo era stato della Casinò Lugano SA: esso contestava all’intera puntata e, in particolare, al servizio, di suggerire al pubblico che la casa da giochi luganese venisse utilizzata dalla criminalità per riciclare denaro, senza che i suoi responsabili facessero alcunché per contrastare questo fenomeno, poiché non spiegava i controlli interni praticati dalla casa da gioco e la collaborazione con la Magistratura in caso di irregolarità. Secondo il Mediatore la RSI - che da subito aveva respinto le accuse – ha rispettato tutti i canoni di un coretto giornalismo investigativo. Ugualmente respinto dal Mediatore un secondo reclamo per l’identica fattispecie presentato, in qualità di membri del Consiglio d’amministrazione della Casinò Lugano SA, da Giorgio Giudici e Paolo Sanvido, entrambi anche membri del Comitato CORSI. Nella sua conclusione, il Mediatore sottolinea, da un lato, il diritto della Casinò Lugano SA di non collaborare pienamente con gli autori del reportage giornalistico RSI, dall’altro che essa “deve poter accettare che quanto riferito nel servizio non corrisponde pienamente a quanto essa vorrebbe", soprattutto di fronte a tale mancata collaborazione.

Una terza presa di posizione del Mediatore, datata 8 aprile 2014, tocca invece la puntata di Falò di giovedì 4 ottobre 2012, segnatamente il servizio Il Mattino della polemica, di Michele Galfetti e Mariano Schnider, incentrato sul linguaggio del settimanale della Lega dei Ticinesi. I reclamanti erano stati la Società Meutel 2000 SA, presieduta da Attilio Bignasca, e la Lega dei Ticinesi, pure rappresentata da Attilio Bignasca: entrambi ritenevano sostanzialmente che non vi fossero delle ragioni giornalistiche pertinenti per realizzare quel servizio e che le persone che in esso si sono espresse quali vittime degli attacchi del Mattino fossero palesemente antileghiste. Sottolineando come, nella scelta dei temi, delle modalità con cui affrontarli e degli ospiti il Servizio pubblico sia autonomo, il Mediatore ha respinto il reclamo ed evidenziato come “dalla serietà della trasmissione risulta chiaro il suo scopo unicamente informativo e che essa non tendeva a mettere in cattiva luce, solo per il gusto di farlo, la Lega dei Ticinesi, Il Mattino della domenica e Giuliano Bignasca”, bensì soltanto evidenziare “un certo modo di fare politica, fuori dalle regole ammissibili, e i suoi importanti effetti sulle persone prese di mira”. In definitiva, conclude il Mediatore, “va ritenuto che non vi siano dei motivi per affermare che la RSI abbia violato le norme concernenti le trasmissioni redazionali diffuse”.

Come sempre, se non soddisfatti, i reclamanti hanno 30 giorni di tempo per ricorrere all’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva.

top

Chi non sa sorridere non apra bottega.

(Proverbio cinese)

 
Sponsors