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Ricordiamoli - i nostri cari
lunedì 26 maggio 2014.
Antonio Tognola: L’attenzione per l’altro
di Nicoletta Noi-Togni

Non ho mai incontrato Antonio senza che lui mi chiedesse come stavo e come stavano i miei. E non era un chiedere “tanto per chiedere”. Non era una formalità ma qualcosa di ben più profondo. Lo vedevi nel suo sguardo che ti interrogava in modo autentico, nelle domande che ti poneva quando la risposta era superficiale o evasiva, quando notava incertezza o dolore nella tua espressione. La sua era un’”insistenza” buona. Quella di colui che vuole veramente sapere come ti senti perché vuol farti sentire il suo calore, la sua vicinanza e condividere con te contingenze belle e meno belle della vita. Non sono certamente la sola ad aver percepito l’attenzione vera di Antonio. Lo ha dimostrato la chiesa di San Giulio straripante di persone accorse per tributargli l’ultimo omaggio, ma lo ha anche dimostrato il suo modo di congedarsi dal mondo. Che ha anche fatto vedere “altro” di lui, quello che forse nel solo incontro non avevamo notato. L’umiltà di una persona che aveva voluto tutto quieto e senza onori e sfarzi sia nella vita che nella morte e la generosità di chi, anche nel momento estremo, pensa a chi soffre e dona fino alla fine.
Ora Antonio se n’è andato e noi possiamo solo augurargli di essere al cospetto, lui che ha amato tanto la musica, di quell’armonia divina che già nella vita, con le sue opere, ha ricercato.

NNT

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Se vuoi essere rispettato dagli altri, la cosa più grande è rispettare te stesso.
Solo in quel modo, solo con il rispetto di te stesso tu obblighi gli altri a rispettarti.

(Fëdor Dostoevskij)

 
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