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Fuori regione
martedì 5 agosto 2014.
M25, l’orso che dal 30 luglio si trova in Valposchiavo, ha predato due asini: una femmina adulta e un asinello, nonostante la recinzione elettrica a prova di orso

Gli animali si trovavano in una recinzione elettrificata assieme ad altri 14 asini. La recinzione sperimentale era stata allestita per garantire la protezione dal plantigrado con tre fili elettrificati posti a differenti altezze. Purtroppo la protezione non ha funzionato e l’orso ha trovato un punto debole dove entrare.

Quando gli esperti cittadini del WWF, di Pro Natura capiranno quello che la gente di montagna ha capito da sempre? La convivenza con i grandi predatori non è possibile, nemmeno se investiamo 60’000 CHF per bidoni a prova di orso e se recintiamo gli asini con filo elettrico triplo.

Era prevedibile: M25 non vuole stare nel parco naturale Adamello Brenta e nel nostro parco nazionale, dove non ci sono pecore, mucche e asini. Del resto voi, al posto suo, stareste dove trovate solo qualche animale malato o qualche carcassa e vi dovete cibare al 95% di bacche, di radici, di funghi, come un orso naturale nelle enormi distese della Russia o del Canada o dell’Alaska? Fuori dai parchi naturali per un orso c`è il paese della cuccagna: ogni 10 chilometri un banchetto delizioso, costituito da carne fresca, giovane, recintata in modo che non possa scappare. Il filo elettrico è solo un solletico necessario. Del resto l’orso ha una pelle da orso. E poi qualche chilometro più in là c’è il dessert, il miele, deliziosamente preparato nei telai delle arnie.

Intanto tutto il teatro già visto e rivisto con JJ3 e con M13 ora si ripete con M25. Questa commedia kafkiana comincia però ad avere del grottesco e ad urtare gli animi. Di nuovo l’ente pubblico investe risorse sproporzionate per gestire la situazione, ma di fatto la gente rimane ansia.

La libertà di un orso con il radiocollare è superiore alla libertà di 5’000 abitanti della Valposchiavo. Così è stato deciso a Bruxelles. Intanto la Consigliera federale Doris Leuthard ha fatto un bel discorso del 1. Agosto a Zernez incentrato sul "grandioso paesaggio alpino".

Noi sottolineiamo che il paesaggio è meraviglioso, perché i prati sono coltivati, i pascoli e i boschi sono curati.

"Piccoli esseri umani di fronte a un grandioso paesaggio alpino. Minuscoli tasselli di un mosaico al cospetto dell’affascinante varietà della natura”. È giunto ora il momento - ha detto la ministra dell’ambiente - di riflettere sulla strada da percorrere, su come plasmare, insieme, il futuro del nostro Paese, affinché anche le prossime generazioni possano andare fiere delle nostre decisioni, affinché anche in futuro si possa dire di noi sono stati saggi, hanno agito con lungimiranza".

Ma come dobbiamo interpretare questo discorso? Qual è la nostra responsabilità nei confronti delle prossime generazioni? Se continuiamo con la lungimiranza cittadina tutto il Grigioni tra breve sarà un parco nazionale selvatico ed incolto, perché gli abitanti della montagna saranno costretti ad andarsene.

Verrebbe da dire: “Signora Leuthard, tolga invece dal cassetto la richiesta del Parlamento svizzero di disdire la convenzione di Berna, perché vivere con gli orsi e i lupi è semplicemente utopico.”

Intanto il WWF vende allegramente orsetti di peluche ad 80 CHF con la scusa di adottare M25. Gli affari vanno a gonfie vele. Insieme all’orsetto gratuitamente anche le spiegazioni di come si può convivere con questo animale evitando i conflitti: cani da protezione delle greggi e recinti elettrici. Si è constatato in questi giorni, come un recinto elettrico a triplo filo sia efficace.

L’Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori ritiene che rintrodurre e proteggere a tutti i costi animali predatori vicino alle zone antropizzate sia errato, senza senso e assurdo.

È un modo per ingannare le coscienze collettive cittadine con un argomento di discussione che ha le apparenze di protezione dell’ambiente e di ritorno romantico ad una vita secondo natura.

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“In pace i figli seppelliscono i padri, mentre in guerra sono i padri a seppellire i figli.”

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