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Storie e leggende
giovedì 11 settembre 2014.
Quasi un miracolo …
di Giorgio Tognola

Forse parlare di miracolo è un po’ esagerato. Poter rimanere a casa, schiacciare qualche tasto e ritrovarti servito su uno schermo quando una volta, non tanto tempo fa, dovevi raggiungere una biblioteca di città o dovevi aspettare settimane prima di poter consultare quanto desideravi, sembra quasi un miracolo.
Entrate ad esempio nel sito www.e-rara.ch e avete la possibilità di far scorrere pagine di incunaboli, di cinquecentine e su, su, fino a pubblicazioni del nostro secolo.
Cercavo “Pallas Rhaetica armata et togata” di Fortunat Sprecher del 1617, nell’edizione tedesca del 1672, stampata da Johann Georg Barbisch ed ecco che lo schermo mi offre i sei libri dell’opera dello Sprecher.
A pagina 270 del sesto libro leggo e cerco di tradurre: “Così giungiamo nell’ordine previsto al Vogelberg/detto anche Monte dUcello o St. Bernardin, nella valle Misaxer percorsa dal fiume Muesa che nasce dalla parte del Vogelberg che si chiama Alpes de Mugia e che si getta nel Tesin. È l’ottava e ultima giurisdizione della “oberen Grawen Punde” (Lega superiore grigia).” Il testo dello Sprecher cita poi Egidius Tschudi, che indica in Plinio il Vecchio il primo storico che ha parlato della Mesolcina e il geografo Cluverius, che nella sua “Italia Antiqua” del 1624 ha localizzato sulla carta la valle.
Poi Sprecher continua: “ … il fiume Muesa, che scorre nella valle, un territorio vasto, malgrado in certi luoghi non fertile, offre in molti luoghi vino, grano, “kestenen” (castagne) e altra frutta. La valle è divisa in due vicariati: il superiore e l’inferiore, e in quattro squadre … e quasi ogni squadra ha otto vicinanze con ognuna il suo console.
La prima squadra con le sue vicinanze e degagne Gabia, Anzona, Les, Cremer con il castello Misax … che ha dato il nome alla valle e che nel 1526 su ordine delle tre leghe è stato distrutto, e Anderola, Logianum e Doira. L’altra squadra è composta da Soazen, Cabiol, Lostall dove si tengono tutte le assemblee generali della valle nel luogo che si chiama Centena, e Sord, fin qui si estende il vicariato superiore … il muro di Sord separa il vicariato superiore da quello inferiore.”
Poi lo Sprecher fa confusione e aggiunge: “In questa squadra ci sono Norantula, dove sorge il castello di St Lucis, Cama, Leggia e Verdabbia.” Prosegue elencando: “La terza squadra con Grono, dove si erge la torre Florentiana, Ruffle che nella loro lingua si dice Rorè, Rogoretum e S. Antonio che conserva il magnifico palazzo del conte Giangiacomo Tivulzio, così come la torre di Beffan e la torre dell’Ava, detta pure di Bogiagno e superando il Monte St. Jöri e Venschin (?) un vero comodo sentiero porta a Grabedona sul lago di Como. S. Vittore con la sua torre omonima e il capitolo fondato dal conte Enrico. S. Juli, S. Fidel, Toveda e Campion, così si estende la giurisdizione di Ruffle.
La quarta squadra è la valle Calanca, una valle laterale della Mesolcina … il corso d’acqua della valle si chiama Calancasca che si getta nella Muesa … e le vicinanze sono Sancta Maria, con le rovine del castello, Dasca, Ravagnum, Caprina, Castaneta, Nadro, Busenum, Arvigo, Landerenca, Sancta Domeniga, Caocu, Dabin, Alsabion e Valbella.” E lo Sprecher dimentica Braggio e Rossa. La pagina si conclude con un riassunto della storia della valle e sull’organizzazione del tribunale dei 30 giudici.
Mi direte che quanto è stato tradotto lo sapevamo già, aver potuto però sfogliare, anche se virtualmente, le pagine di un antico libro è altra cosa.
Buona lettura!

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“Bisogna spegnere la prepotenza più che un incendio.”

ERACLITO

 
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