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Storie e leggende
sabato 21 febbraio 2015.
Quattordici carte per una biografia
di Giorgio Tognola

Le carte continuano ad affluire nella vecchia scuderia di Mesocco. Eccone quattordici che ci permettono di ricostruire una pagina di quella che fu un’attività importante della nostra gente dal Cinquecento fino alla metà del XIX secolo, il servizio mercenario.

Il 28 marzo 1798 nasce a Mesocco (così secondo lo Stato dei servizi del 31 marzo 1849, non a Roveredo?) Carlo Giovanni Battista Nicola. “Il Re di Sardegna, di Cipro, e di Gerusalemme … (ha) conferito a Carlo Giovanni Battista De Nicola di Roveredo la carica di Sottotenente … de’ Granatieri nell’attuale Reggimento Grigione de Christ … Torino li 14. Dicembre 1815” firmato V. Emanuele. Il 19 novembre 1816 il Piccolo Consiglio del cantone dei Grigioni “prega tutte le autorità, sia civili che militari, di lasciar liberamente, senza alcun impedimento, passare e ripassare” il signor tenente Jean Baptiste Nicola, nato a Roveredo, del reggimento svizzero Salis, al servizio della Francia. Nel documento, un passaporto, si danno i connotati: età 17 anni, statura piccola, capelli e sopracciglia biondi, occhi grigi, fronte larga, naso grosso, bocca media, viso rotondo. Poi si aggiunge: “in viaggio per Lione per raggiungere il suddetto corpo. Otto anni dopo, siamo nel 1824, è il 16 agosto, Giovanni Battista Nicola si trova a Dieppe e riceve l’invito ad un ballo offerto da Sua Altezza Reale la Duchessa de Berri. Il 22 febbraio 1826 “Nous Henri Charles Ferdinand Marie Dieudonné, Duc de Bordeaux, Fils de France, Colonel Général des Suisses” trasferisce il signor Nicola, Carlo Battista Giuseppe Maria Eliseo, primo tenente nella compagnia Urech del reggimento svizzero De Riaz nei volteggiatori (fanteria leggera) dello stesso reggimento. Dal “Bordereau de pajement” si evince che nel 1827 il primo tenente Nicola ha diritto a franchi 153 quale soldo per il mese di luglio, con la deduzione di 15 franchi (per musica, teatro, beneficienza e anticipi del mese precedente). Un documento del 16 settembre 1828 rivela che il primo tenente Nicola dal mese di settembre 1827 al mese di agosto dell’anno seguente ha ricevuto 1700 franchi e 42 centesimi, mentre le deduzioni ammontano a 1631 franchi e 50 centesimi (per spese fatte dal macellaio, dal panettiere, dal caffettiere, dal sarto, dal calzolaio, per mostrine, per porto di lettere e altro ancora). Il 6 maggio 1832 Filippo de Angelis, arcivescovo di Cartagine, nunzio apostolico della Santa Sede presso la Confederazione Elvetica, nomina Giovanni Battista Nicola al grado di primo tenente del reggimento no. 1 del corpo estero al servizio della Santa Sede. Da Ferrara giunge a Mesocco, allo zio, signor comandante a Marca, una lettera del primo tenente Nicola, spedita il 24 dicembre 1832: “… ho creduto di aspettare per potere darvi qualche dettaglio della guarnigione, e del regimento, devo dirvi dunque che il regimento non mi credevo mai di trovarlo così bello, sento di quelli della Guardia che dicono e assai più bello dei loro in Francia … quanto poi alla guarnigione io desidero restare sino alla fine della Capitolazione, la città è bella, i viveri a buon pasto, il caffè con il cognac tre soldi di Francia, il Teatro magnifico, gli abitanti buoni; superbi elogi, amati di tutti in Bologna ci aspettano con grande piacere, e fanno dei preparativi per riceverci …”. “Roma li sei luglio 1834 … promuovere al grado di capitano ajut.e … nel primo reggimento estero al servizio della Santa Sede il Signor Nicola Battista …”. Il 25 dicembre 1841 “Giacomo Papeschi, Sartore toscano … in Bologna …” rilascia una fattura al “Sig. Capitano Nicola dare per li seguenti oggetti eseguiti d’ordine suo Bologna li 25 dicembre 1841 … una giacona de tela di cottone …, un … siberiano …, un … calzini casimir …, una camiciola flanella …, un capotto di tela cerata …”. Il 27 gennaio 1843 da Gaetano Rinzi, Orefice e Bijoutiere all’insegna di Adamo ed Eva, Contrada S. Michele al Gallo di Milano, il capitano Nicola acquista “… un astuccio contenente i seguenti effetti d’argento (posate, cuchiolini da caffè, cuchiolone per minestra) … 18 coltelli inglesi con manico d’avorio, un trinciante e un forchettone, spesa per incisione delle cifre iniziali C.B.N. sulli … pezzi d’argento … sulli pezzi d’avorio …” per un totale di 904,78 lire milanesi. Il 31 marzo 1845 il comandante della seconda compagnia granatieri (capitano Nicola?), del secondo battaglione del primo reggimento estero controlla e certifica un “conto dimostrante il residuo fondo di massa individuale spettante agli Eredi del fu … Zanetti figlio di Antonio e di … Bariona nativo di Giubiasco Cantone di Tessino morto a Bologna il 3 marzo 1845”. Nell’elenco del dare troviamo tra l’altro addebitati 30 soldi “per la sepoltura”! Il 31 marzo 1849 l’intendenza militare della V divisione della Repubblica Romana rilascia al capitano Giovanni Battista Nicola lo stato di servizio al momento del suo licenziamento. In questo documento che indica i corpi in cui Giovanni Battista Nicola ha servito dal 1815 al 1849 si legge che “ha fatto la Campagna di Vicenza nel 1848” e che “Coll’ordine della Presidenza dell’Armi del 29 luglio 1844 fu decorato della croce di S. Silvestro”. Il tre febbraio 1882 il foglio “Amico del Popolo” pubblica l’orazione funebre pronunciata dal professor Giovanelli in onore del capitano Nicola spentosi alcuni giorni prima. Nell’orazione, tra l’altro si legge: “… A Vicenza si copriva di gloria. La sua compagnia fece prodigi di valore, e fu quasi interamente distrutta; egli tenne il suo posto per proteggere la ritirata dell’esercito e continuò il combattimento con incomparabile eroismo. Il suo nome rimarrà per sempre unito a quello del Monte Berico … “. Sulla sua tomba un’epigrafe: “Riposa in Pace O Padre e Sposo amatissimo Giambattista Nicola Cavaliere dell’Ordine di S. Gregorio Capitano delle Truppe Pontificie … Fu rapito al nostro affetto il 25 gennaio 1882.

Lascio ad Andrea a Marca, l’archivista del nostro ricco archivio, autore di “Fonti e percorsi: l’Archivio a Marca per la storia del Moesano”, pubblicato nella rivista Archivio storico ticinese 155, maggio 2014, pp. 66-77, il compito di concludere questo scritto proponendovi un breve estratto dal suo eccellente contributo: “Questi frammenti … sono alcuni esempi di quanto si nasconde tra la documentazione conservata presso l’Archivio a Marca a Mesocco, un mosaico di situazioni, di percorsi, di intrecci che vanno a costituire la storia comune di tutti coloro che hanno una relazione con le valli del Moesano, perché ci vivono, ci hanno vissuto o hanno sviluppato negli anni un legame affettivo o materiale con questo territorio.”

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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