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Ricordiamoli - i nostri cari
lunedì 20 aprile 2015.
Orlando Consonni: bontà e talento

Lo conoscevano tutti, a San Vittore e dintorni, Orlando Consonni. Lo conoscevano per la sua disponibilità, per il suo grande buon cuore e lo conoscevano da tempo. Sin da quando, circa cinquant’anni fa, aveva sposato Anita Marcacci, di vecchia famiglia sanvittorese. Lui Orlando, di origine luganese, San Vittore l’aveva da subito “adottato” e racchiuso nel cuore. Ricambiato dalla nostra gente che avvertiva e apprezzava questa sua attenzione e questo suo amore per il nostro paese e per la nostra regione. Un apprezzamento ed un affetto quelli di Orlando che si esternavano anche nella sua minuziosa, attenta ed estremamente precisa e preziosa opera di riproduzione di monumenti, oggetti storici e caseggiati locali. Modelli assolutamente fedeli nell’esecuzione anche nei minimi particolari, opere suggestive e coinvolgenti nella loro espressività. Un lavoro da certosino che gli era valsa molta ammirazione nel corso di esposizioni e opere che ci si augura vengano ulteriormente fatte oggetto di attenzione da parte della collettività, perché altamente meritevoli. La stima della quale era circondato Orlando si è avvertita anche nella circostanza dei suoi funerali. Molte le persone accorse nella Collegiata di San Vittore per rendergli l’estremo saluto. Certo di conforto per la moglie Anita, per la figlia Barbara ed il figlio Matteo e per tutti i parenti. Orlando intanto continuerà ad esternare il suo affetto per San Vittore nelle sue opere che restano.
Nicoletta Noi-Togni

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I figli sono come gli aquiloni: gli insegnerai a volare, ma non voleranno il tuo volo. Gli insegnerai a sognare, ma non sogneranno il tuo sogno.
Gli insegnerai a vivere, ma non vivranno la tua vita. Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

(Madre Teresa)

 
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