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Ricordiamoli - i nostri cari
giovedì 7 gennaio 2016.
Rosetta Tamò: il calore dell’ospitalità
di Nicoletta Noi Togni

Era il Natale di due anni fa e nella leggiadra frazione di Monticello solo il verde della sua vegetazione ed un sole spendente. Incontriamo Remo che ci invita a bere il caffè. Rosetta siede davanti al camino nell’antica e bella casa nella parte alta di Monticello. Si alza subitamente dalla poltrona e ci accoglie con, malgrado la sorpresa, quel calore, quella spontaneità e quel sorriso che indicano l’abitudine e l’attitudine all’accoglienza, all’ospitalità. Ci si sentiva molto bene nella cucina piena di ricordi e si capiva che quello era il regno di tutta una vita per Rosetta. Si sentiva il bene del continuo, del solito, il senso del passato e del presente che si intersecavano, trasmessi dalla calma, dalla serena sovranità di Rosetta che nella sua cucina preparava per noi, con cura il caffè. La stessa cura che Rosetta ha messo nell’occuparsi dei suoi e di quel fuoco che ha mantenuto acceso, vestale di un’era moderna, per anni nell’antica casa di Monticello.
Qualche settimana fa l’abbiamo visitata nella bella chiesa piena di luce di Monticello. Riposava serena. Sul viso, anche nella morte, quella serenità e pace di tutta la vita, di una buona vita. Serenità e pace che ha trasmesso e che ha fatto bene a chi l’ha incontrata. Grazie Rosetta.

Nicoletta Noi-Togni

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I figli sono come gli aquiloni: gli insegnerai a volare, ma non voleranno il tuo volo. Gli insegnerai a sognare, ma non sogneranno il tuo sogno.
Gli insegnerai a vivere, ma non vivranno la tua vita. Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

(Madre Teresa)

 
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