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Lettere dei lettori
lunedì 21 marzo 2016.
Avanti con l’invasione dei furbetti?
di Raoul Ghisletta

Abbondano le segnalazioni sui furbetti che approdano in Ticino, spalleggiati da altri furbetti nostrani, per lucrare sulle spalle degli ingenui grazie alla legislazione elvetica, una legislazione fatta per persone sostanzialmente oneste e con poche mele marce. Dopo certe imprese edili e artigianali che ne combinano peggio che Bertoldo, dopo certe ditte di servizi che pagano salari da fame, dopo il servizio di assistenza e cura a domicilio che fattura alla cassa malati anche la spesa accompagnata al negozio e le pulizie, ora la “creatività” sembra dirigersi verso nuovi lidi.
Segnalo ad es. un nuovo servizio di accompagnamento alla morte targato Ticino, che aiuta a passare a vita migliore facoltosi italiani disposti a sborsare ingenti somme, molto, ma molto più alte di Exit svizzera: nessuna regolamentazione elvetica esiste in materia, per cui a mio parere il Canton Ticino può emanare delle regole a tutela dei clienti, come ho chiesto recentemente in un’interrogazione parlamentare al Governo.
Poi vi è il recente servizio di “Patti Chiari”, che ha squarciato il velo sull’Istituto Privato Universitario Svizzero di Chiasso: alcuni ragazzi italiani vi hanno speso tanti soldi senza poter effettuare gli esami previsti. Per fare ulteriori passi avanti a tutela degli studenti occorre una modifica della Legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero: come relatore della Commissione scolastica ho invitato il Consiglio di Stato a promuovere a livello nazionale un inasprimento delle facoltà di intervento per i Cantoni a tutela di chi si forma a livello postobbligatorio. Purtroppo in generale i politici bernesi non si rendono conto che il Ticino sta diventando terra di conquista per furbetti d’oltreconfine e residenti. La legge elvetica sui fallimenti consente poi di cominciare e ricominciare a fare affari; e nel nostro sistema giudiziario garantista i furbetti sguazzano bene. A fronte dei politici che dicono che ci vogliono meno leggi per principio, chiediamoci se è veramente il Paese dei furbetti che vogliamo per il futuro? L’apertura delle frontiere ci ha colto molto impreparati, a cominciare dal mercato del lavoro andato fuori controllo, a seguire con quello del mercato dell’alloggio sempre più in mano agli speculatori e per finire con lo sviluppo della criminalità transfrontaliera: a pagare per forza saranno sopratutto i più deboli. Non credo potremo andare avanti un pezzo in questo modo ed un lavoro serio di ammodernamento della legislazione va effettuato.
Raoul Ghisletta, granconsigliere e consigliere comunale PS Lugano

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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