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Lettere dei lettori
giovedì 31 marzo 2016.
Moesano e idroelettrico: futuro incerto
di Nicola Giudicetti

La costruzione, degli anni ’60 degli impianti idroelettrici nel Moesano ha portato lavoro e benessere alla nostra regione. Oltre ai posti di lavoro oggi direttamente occupati in OIM, ELIN e Calancasca, non vanno dimenticati le importanti ricadute per i lavori di manutenzione regolarmente necessari a tenere gli impianti in efficienza. Ai Comuni della regione, gli impianti idroelettrici hanno sempre garantito i canoni d’acqua e imposte. I canoni d’acqua nel Moesano assommano attualmente CHF 4 milioni l’anno; aggiungendo imposte, energia a prezzi preferenziali e di partecipazione, dividendi ed altri diritti si tocca la cifra di oltre CHF 7 milioni l’anno. Una cifra notevole (CHF 1000.- per abitante) che, se venisse a mancare, metterebbe in gravissime difficoltà i Comuni e non solo.
In questi ultimi 5-6 anni, il quadro giuridico ed economico per i produttori di energia elettrica è cambiato completamente. La Germania ad esempio investe ogni anno 35 miliardi di Euro nelle rinnovabili, chiedendo ai loro cittadini-consumatori di pagare varie tasse di promozione per un totale di circa 12 cts al Kwh. Altri paesi seguono la stessa politica. Ciò ha portato l’Europa ad avere troppa energia elettrica, ed i prezzi sono crollati. E’ vero che oggi i prezzi sul mercato all’ingrosso sono di circa 3.0 cts al Kwh, ma in realtà il consumatore tedesco, sommando la tassa che va a sussidiare le rinnovabili, paga l’energia ben 14 cts al Kwh! A ciò aggiungiamo i costi di rete per arrivare a 26-30 cts al Kwh sulla bolletta finale. Molto di più di quanto si paghi da noi, anche se in Germania il mercato elettrico è completamente liberalizzato.
Oggi nessuna centrale idroelettrica Svizzera è in grado di produrre energia a prezzi di mercato così bassi. Da qui la necessità, per grandi gruppi energetici di proprietà dei Cantoni dell’altopiano (Alpiq ed Axpo) di risparmiare tagliando anche i canoni d’acqua. Già il Blick nell’edizione del 8 marzo- tanto per far capire la gravità della situazione- annunciava il fallimento con successiva statalizzazione di questi gruppi! Bene ha fatto il nostro consigliere di stato Domenic Parolini a ricordare dalle colonne del Tages Anzeiger, che i canoni d’acqua non sono altro che il prezzo di un bene (l’acqua) che i proprietari (Comuni e Cantoni) vendono alle centrali idroelettriche.
Detto ciò, il problema non è risolto, nessuna ditta resiste a lungo andare se i propri costi di produzione superano il ricavo ottenuto dalle vendite. La Germania (ed altri paesi) continuano ad investire nelle rinnovabili, quindi il problema dell’eccesso di capacità produttiva non si risolverà da solo ed i prezzi “di mercato” rimarranno artificialmente bassi. Come uscire da questa situazione?
L’odierno “prezzo di mercato” non è quindi il vero costo di produzione dell’energia, occorre infatti aggiungere quanto vien pagato tramite sussidi. Questo “prezzo di mercato” mette in difficoltà le nostre centrali, che mai potranno produrre energia a 3.5cts al Kwh. Presto o tardi, in un modo o nell’altro, dovremo anche noi sussidiare le nostre centrali. Cosi fanno gli altri e la Svizzera deve garantire un futuro all’idroelettrico ed alle proprie regioni di montagna, a meno di non voler rimanere al buio! Speriamo solo che l’evoluzione in atto non ci serva un boccone ben più amaro (caso Swissair insegna). Per la nostra regione sarebbe semplicemente un disastro.
Nicola Giudicetti, Sindaco di Lostallo.

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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