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Comunicati
giovedì 31 marzo 2016.
Carnevale di Basilea candidato al patrimonio culturale immateriale dell’umanità

In data odierna il dossier di candidatura del Carnevale di Basilea è stato ufficialmente depositato presso l’UNESCO, in vista dell’iscrizione alla Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Si tratta della seconda candidatura svizzera dopo la Festa dei vignaioli di Vevey. La decisione del Comitato Intergovernativo dovrebbe essere resa nota nel novembre del 2017.

L’Ufficio federale della cultura (UFC) ha sottoposto la candidatura del Carnevale di Basilea all’UNESCO in vista di un’iscrizione alla Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Manifestazione ben nota al di là dei confini regionali e nazionali, il Carnevale di Basilea è anche uno dei rari eventi mondiali di questo tipo di tradizione protestante. Nel corso dei cosiddetti «tre più bei giorni dell’anno» si scherza allegramente sulle assurdità, le lacune e i passi falsi della scena politica e sociale locale, nazionale e internazionale.

Il Carnevale di Basilea è una festa tradizionale particolarmente variata, che associa musica (pifferi, tamburi e cosiddette musiche Guggen), espressione orale (improvvisazione di versi satirici e uso del dialetto) e artigianato (cortei con lanterne, maschere e costumi). In tal senso rappresenta un evento culturale molto significativo per la popolazione basilese.

La candidatura del Carnevale di Basilea sarà valutata in base a cinque criteri applicati a tutte le candidature depositate presso l’UNESCO: la corrispondenza alla definizione di patrimonio culturale immateriale, il contributo alla visibilità del tema, la qualità delle misure di salvaguardia proposte, la partecipazione della comunità interessata e l’iscrizione in un inventario.

Candidature svizzere

Nell’ottobre del 2014, il Consiglio federale ha approvato la lista indicativa di otto tradizioni viventi svizzere che saranno oggetto di una candidatura al patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Oltre al Carnevale di Basilea, vi figurano la gestione del rischio di valanghe, le competenze nella meccanica degli orologi, il design grafico e tipografico svizzero, la stagione alpestre in Svizzera, lo jodel, le processioni della Settimana Santa a Mendrisio e la Festa dei Vignaioli di Vevey, prima candidatura presentata dalla Svizzera. Depositata ufficialmente nel marzo del 2015, sarà valutata a novembre prossimo nell’ambito dell’undicesima sessione del Comitato Intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, prevista ad Addis Abeba (Etiopia). Il Consiglio federale non ha stabilito un ordine di priorità tra le varie tradizioni candidate. L’ordine di presentazione delle candidature viene pertanto determinato in funzione del loro grado di preparazione.

Mediante la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, l’UNESCO permette di tematizzare e di proteggere un patrimonio che non si legge essenzialmente nella pietra e nello spazio ma nel tempo, nelle pratiche comunitarie e nelle interazioni sociali. Questo patrimonio ingloba tradizioni viventi come le espressioni orali, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali, riti e feste, conoscenze della natura e dell’universo e artigianali. Illustra così la creatività umana e testimonia della grande diversità culturale mondiale.

Il patrimonio culturale immateriale va distinto dal patrimonio mondiale, culturale e naturale dell’UNESCO, nel quale la Svizzera ha già potuto iscrivere con successo ben 11 siti tra il 1983 e il 2011.

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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