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Regionale
mercoledì 6 aprile 2016.
Progetto Axpo o salviamo la Moesa dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico?
di Lino Succetti

L’energia idroelettrica può dare un contributo importante alla produzione da fonti rinnovabili e pulite, ma occorre tutelare una risorsa delicata come l’acqua, i fiumi e la biodiversità.
Ciò dovrebbe avvenire a ogni livello politico, cambiando già in campo federale e cantonale il sistema degli incentivi e le regole per valutare l’impatto degli impianti idroelettrici, per garantire meglio la tutela dei fiumi, degli ecosistemi e della biodiversità, come oggi purtroppo non sempre avviene per una risorsa preziosissima come l’acqua.

La difficile situazione sul mercato dell’energia elettrica, con la produzione divenuta improvvisamente poco redditizia, costringe le società energetiche ad approfittare degli incentivi proposti e a sviluppare nuove strategie e approcci. È il caso del progetto Axpo tra Lostallo-Sorte e Cama che, malgrado le ovvie promesse, ben difficilmente risponderà a criteri seri di sostenibilità e ridurrebbe il corso d’acqua con una portata ulteriormente alterata rispetto all’attuale, già dipendente dagli impianti idroelettrici esistenti. Gli interventi previsti per la costruzione della condotta muterebbero pure parzialmente il letto naturale del fiume appena sotto il ponte di Sorte.

Questo il presupposto che ha già portato alcuni privati e associazioni quali la Società Pesca Moesa, la Federazione Svizzera di Canoa e il WWF a mettere in discussione e denunciare i rischi del progetto. Ci si domanda se vale la pena continuare a sacrificare il territorio sull’altare di una crescita economica sregolata quanto effimera o se fissare inderogabili limiti tramite una pianificazione territoriale dotata di una sufficiente visione d’insieme, che non vada a scapito e a sacrificare inutilmente il territorio al solo scopo di garantire ad ogni costo dei vantaggi economici, ben sapendo che c’è un prezzo da pagare che ricadrà su uno dei pochi tratti del fiume Moesa ancora quasi allo stato naturale, un patrimonio paesaggistico da salvaguardare.

Questo è il problema di fondo del progetto fiume Moesa presentato a Cama.

Certo, come si dice, ogni bilancia ha due piatti, ma soppesandoli bene e valutandone i contenuti, la domanda che dobbiamo porci è se siamo nuovamente pronti a subire un ulteriore sacrificio del nostro territorio, (proprio non molto lontano dal ponte di Sorte da decenni ce n’è un altro veramente eclatante), per dei profitti finanziari che non ne giustificano la scelta. Credo sia arrivato davvero il momento di decidere meglio quale territorio vogliamo per il nostro futuro e spero che la risposta, che da quanto ho potuto udire a Cama ovviamente non verrà né dai politici locali e men che meno dagli ambienti economici, da parte della maggioranza dei cittadini sia un chiaro no al progetto in questione.

Lino Succetti (Lostallo-Sorte)

Il fiume Moesa tra Sorte e Norantola (foto Lino Succetti, aprile 2016)
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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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