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Lettere dei lettori
lunedì 11 aprile 2016.
I canoisti rispondono ai pescatori!

Il Gruppo Canoisti Ticinesi, società organizzatrice della gara di canoa sul fiume Moesa in programma il 30 aprile sotto l’egida della Federazione Svizzera di canoa, sottolinea come la lettera della Società Pesca Moesa pubblicata sul giornale on-line “Il Moesano” il giorno 4 aprile sia purtroppo piena non solo di menzogne, ma anche e soprattutto di incomprensibile diffamazione del nostro sport.
In primo luogo pretendiamo dalla Società Pesca Moesa rispetto verso le altre associazioni sportive. Il fiume Moesa è di tutti, e l’attività canoistica non è abusiva come invece viene affermato nella lettera in questione. I presunti “campeggi abusivi, rifiuti ovunque, wc a cielo aperto e non rispetto della proprietà altrui” citati dall’autore della lettera appaiono come pretesti di facile impatto mediatico usati per screditare tutto il movimento canoistico. Inoltre, l’accusa rivolta al comitato organizzatore delle gare di canoa di aver raccontato ai municipi coinvolti “storie campate in aria come per esempio un interessante indotto finanziario per la valle” per ottenere i necessari permessi è calunniosa e priva di fondamento.
In secondo luogo, la Società Pesca Moesa è stata da noi avvisata circa le gare già in gennaio, ma non ha manifestato il proprio disappunto fino a quando è stata invitata, ancora una volta da noi, ad un incontro a inizio marzo assieme al guardiapesca cantonale, per spiegare in che cosa sarebbe consistita la gara. La Società Pesca Moesa è stata quindi coinvolta nella questione da noi canoisti, nell’interesse comune di mantenere i rapporti di amicizia e di collaborazione che si erano instaurati negli scorsi anni, mirati alla protezione del fiume Moesa. Dato che alla riunione ci è stato detto che le canoe non creano particolari disturbi ai pesci, ma che più che altro si trattava per loro di un problema di immagine nei confronti dei pescatori della valle, abbiamo deciso di continuare nell’organizzazione dell’evento – previsto il giorno prima dell’apertura della pesca -, non arrecando un reale disturbo alla fauna ittica, ma soprattutto poiché, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la scelta della data per la manifestazione era limitata, in quanto il livello d’acqua del fiume necessario per lo svolgimento della gara è presente normalmente solo dalla fine di aprile a metà giugno e bisognava evitare sovrapposizioni con altre gare internazionali. Effettuare due gare di discesa sul fiume Moesa, la soluzione per noi ottimale dal punto di vista prettamente canoistico, avrebbe voluto dire gareggiare sulla Moesa anche domenica 1 maggio, ma ben sapendo che quella data coincide con l’apertura della pesca nei Grigioni, abbiamo deciso di effettuare la gara della domenica sul fiume Ticino a Bellinzona, con un notevole sforzo organizzativo in più da parte nostra.
Basta una minima conoscenza dello sport della canoa per rispondere al quesito che si pone la Società Pesca Moesa, ossia se sia giusto che i pescatori salvaguardino il fiume, rispettino le leggi e paghino una tassa per esercitare il loro sport, mentre a loro dire altri sportivi rovinerebbero a loro piacimento la fauna ittica.
Innanzitutto il canoista non "toglie" pesci dal fiume. Il canoista naviga galleggiando su corsi d’acqua e spostandosi con il solo uso di una pagaia senza quindi toccare il letto del fiume. Quindi, di principio, il canoista non entra con i piedi nell’acqua, ma sale sulla propria canoa direttamente dalla riva. Il canoista, come tutti gli sportivi che praticano il loro sport nella natura, ama e rispetta l’ambiente, non abbandona rifiuti e, anzi, raccoglie quelli che trova nel fiume o sulle rive. Inoltre, il canoista ha pieno rispetto della fauna ittica e la prima regola che viene insegnata ai principianti, nel caso in cui durante la discesa di un fiume vedano un pescatore sulla riva, è quella di salutarlo e di spostarsi per tempo verso la riva opposta in modo da non intralciare la sua attività.
Proprio in virtù del rispetto di queste regole, non scritte ma morali, da anni il Gruppo Canoisti Ticinesi invita tutti i canoisti, con comunicazioni scritte e verbali, a non pagaiare sulla Moesa il 1 maggio, giorno di apertura della pesca. Per quanto ci concerne poi, spesso e volentieri dopo le nostre discese, contrariamente a quanto affermato dalla Società Pesca Moesa, ci fermiamo anche negli esercizi pubblici della regione. Ricordiamo inoltre che la Mesolcina è molto conosciuta dai canoisti sia a livello nazionale che internazionale proprio grazie al fiume Moesa e l’unico campeggio a suo tempo esistente a Roveredo era frequentatissimo proprio da canoisti.
Avendo ottenuto i necessari permessi comunali e cantonali, e non essendoci divieti di navigabilità sul fiume Moesa, la gara prevista il 30 aprile 2016 è legalmente autorizzata e non fa parte dell’abusivismo citato dalla Società Pesca Moesa con il chiaro obiettivo di screditare tutto il movimento canoistico.
In chiusura ricordiamo che i fiumi, così come i laghi, i sentieri, le pareti di roccia, i boschi, e l’ambiente che ci circonda, sono di tutti, e limitarne l’uso significherebbe limitare anche l’utilizzo da parte di bagnanti, di chi si reca a prendere il sole, di chi passeggia sui sentieri lungo le rive, di chi va in bicicletta, degli scalatori che vanno in montagna… Oltre a regole valide per tutti, servono anche buon senso, tolleranza e rispetto. Auspichiamo quindi che si possa presto tornare ad avere un rapporto disteso ed una convivenza serena tra canoisti, pescatori ed altri utilizzatori del fiume.
Gruppo Canoisti Ticinesi

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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