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lunedì 25 aprile 2016.
Mariuccia Bologna-Penseyres: decana e figura caratteristica

Roveredo ha perso la sua decana: Mariuccia Bologna-Penseyres ha lasciato - a 98 anni compiuti - per sempre il paese dove è nata e cresciuta, il paese che l’ha vista giovane sarta, vivere poi i suoi anni di sposa e di madre con vivacità e intraprendenza. Senza mai dimenticare il lavoro al quale ha dato anni e dedizione al punto che, anche dopo il pensionamento, Mariuccia si recava al laboratorio Rondi per contribuire con la sua opera e con il suo apprezzato consiglio, all’attività della ditta alla quale era legata da ben cinquantacinque anni di servizio. Presente nelle associazioni del paese, in modo particolare nella Corale Santa Cecilia - che le permetteva di applicarsi ad una delle sue grandi passioni, e cioè il canto – Mariuccia si interessava della vita comunitaria ed era sempre pronta ad occuparsi degli altri. Sorretta da un’invidiabile salute, fino a pochi anni fa abbiamo visto la sua figura, svelta e decisa, attraversare il ponte sulla Moesa, non lontano da casa sua, stringendo tra le mani la borsetta che non abbandonava mai. Il canto e il gioco della tombola sono stati i diversivi che hanno accompagnato l’operosa vita di Mariuccia dedicata ai figli, agli abbiatici, al lavoro ed alla comunità; con dedizione totale e con un impegno esemplare che non è mai venuto meno nel tempo. Un impegno che è stato ricompensato dalla costante e attenta cura della figlia Giovanna, anch’esso mai venuto meno e intensificatosi negli ultimi anni di degenza alla Mater Christi.
Le parole appaiono poca cosa per contemplare i 98 anni di vita di una figura caratteristica di Roveredo come quella di Mariuccia. Legata la sua figura allo scorrere della Moesa, allo scandire di passi svelti sul selciato, al lavorio di mani veloci che hanno cucito, rassettato, corretto ed anche consolato.
Nell’aria sopra il ponte della Moesa ne resterà il ricordo come nel cuore dei suoi che l’hanno molto amata. E ai quali vanno pensiero e considerazione, in particolare alla figlia Giovanna e alla nipote Marzia.

Nicoletta Noi-Togni

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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