• 11208 Almanacco del Grigioni Italiano 2018
  • 11205 Gerry Mottis - Terra bruciata
  • 11192 Mosconi sul sofà 4
  • 11083 Tracce del passato? No! Tracce del futuro?
  • 10954 SCOUT DEL MOESANO - Si ricomincia ...
Politica
sabato 30 aprile 2016.
Domande su turismo, patrimonio ittico e impianto idroelettrico “Moesa”
Gran Consiglio sessione di aprile 2016

In riferimento al progetto idroelettrico - a matrice Axpo - che interessa i Comuni di Cama e Verdabbio, ho posto al Governo, durante la scorsa sessione di Gran Consiglio, le seguenti domande:

1) Può un simile progetto, nell’ottica del mercato idroelettrico attuale e futuro, essere di effettivo beneficio per le comunità coinvolte nello stesso?

2) Quanto può incidere sfavorevolmente un simile progetto sul patrimonio ittico, sul paesaggio, sullo sport fluviale e per conseguenza sul turismo in Mesolcina?

3) L’acqua, quale bene comune, non dovrebbe essere protetta dallo sfruttamento e le bellezze naturali conservate per le future generazioni?

Il Consigliere di Stato Cavigelli ha risposto alle mie domande illustrando la differenza tra la situazione attuale (esiste già una piccola centrale sul territorio di Cama e Verdabbio) e quella in divenire che si tradurrebbe in un aumento della portata d’acqua normale che passerebbe da 3,5 m3/s a 11,5 m3/s e ad un aumento del salto utile lordo da 14 a 50 metri. In relazione l’aumento dei megawatt (da 0,3 a 4,8).
Rispondendo alla domanda numero 1, il Consigliere di Stato afferma che un simile progetto beneficerà probabilmente della rimunerazione per l’immissione di energia a copertura dei costi della Confederazione. Ciò significa che, se approvati, simili progetti possono attendersi, per la durata di 20 anni, prezzi d’acquisto fissi per l’energia. In base alle esperienze fatte finora e ai calcoli di chi ha portato avanti lo studio, il Governo crede essere stata dimostrata la redditività di un simile progetto. L’esecutivo cantonale esaminerà tali punti nel quadro dell’approvazione della concessione.
Alla domanda numero 2, l’onorevole Cavigelli risponde che un tale progetto deve tener conto delle esigenze della pesca (si dovrà mantenere un passaggio per i pesci) occupandosi anche dei deflussi residuali e considerare anche le esigenze paesaggistiche. In quanto agli effetti sul turismo, i progettisti – sempre secondo il Governo – hanno allestito uno studio comparativo relativo all’economia regionale, allo scopo di potersi esprimere anche a tale riguardo. Rispondendo alla domanda numero 3, il Governo ribadisce che nei Grigioni, la sovranità delle acque compete ai Comuni. In una prima fase spetta perciò alla popolazione avente diritto di voto dei Comuni interessati decidere. Nel quadro dell’approvazione della concessione il Governo si confronterà con una ponderazione generale degli interessi di protezione (paesaggistica, ambientale, economica generale) e degli interessi relativi allo sfruttamento. Queste affermazioni - in certi punti abbastanza caute - del Governo, sono destinate a far nascere altre domande. Cosa avverrà per esempio dopo i ventilati 20 anni di “prezzi d’acquisto fissi per l’energia”? Circa gli effetti sul turismo, quanto si potrà far fede agli studi comparativi (mettere a paragone gli introiti dell’energia a quelli del turismo) sull’economia regionale dei progettisti dell’Axpo che evidentemente perseguono uno scopo che non è quello di portare turisti in Mesolcina, sia per ammirarne il paesaggio, sia per sport fluviali ecc.? E come si lasciano definire seriamente le potenzialità di quest’ultimi sull’arco degli anni? E i pesci saranno contenti di doversi cercare un passaggio attraverso i sassi della Moesa? Domande su domande insomma, ma una certezza c’è. Non potremo ricostruire ciò che oggi distruggiamo.

Nicoletta Noi-Togni

top

Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
Sponsors