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Lettere dei lettori
martedì 3 maggio 2016.
Legge sulla trasparenza: quando gli argomenti sono sbagliati…
di Nicoletta Noi Togni

Appena varata dal Gran Consiglio dei Grigioni, la Legge sulla trasparenza non riesce a convincere! Questo perché risulta amputata dei suoi elementi più incisivi. Esclusi infatti i cittadini dalla possibilità di visionare atti e documenti dei tre massimi settori che fanno capo al Cantone e cioè, l’Ufficio delle assicurazioni sociali, i Servizi psichiatrici e l’Ospedale cantonale dei Grigioni ed escluse anche le amministrazioni comunali, il campo di competenza di questa legge risulta alquanto limitato. Gli argomenti contro l’accesso per i cittadini all’informazione in questi settori sono, a mio parere, completamente sbagliati e fuorvianti. Nel caso dell’Ufficio delle assicurazioni sociali, dei Servizi psichiatrici e dell’Ospedale cantonale si è invocata la protezione dati. Eppure tutti sappiamo che solo i dati personali – che, tra l’altro, possono essere facilmente anonimizzati – soggiacciono alla Legge sulla protezione dei dati e non la struttura e la sua gestione. Una scusa di comodo quindi, quella della Commissione preparatoria e del Governo, smentita da quanto avviene negli altri cantoni. Ed una scusa che non ha convinto tutti in Gran Consiglio se la mia proposta di non fare questa eccezione ha pur’ sempre ottenuto l’adesione di 40 deputati (su 59 contrari e diversi astenuti). Argomento sbagliato anche quello adottato da molti granconsiglieri che hanno aderito alla proposta di una maggioranza della Commissione preparatoria e del Governo di non far applicare la legge sulla trasparenza in ambito comunale e regionale. Questo perché i Comuni interpellati - a maggioranza - si son detti non d’accordo di rendere pubblici (significa su richiesta dei cittadini) documenti e informazioni comunali. I deputati hanno a gran voce invocato, contro la trasparenza nei Comuni e nelle Regioni, l’autonomia comunale. Questo a dimostrazione che una parte della classe politica è abbastanza ignorante in merito ai compiti di chi siede in un legislativo. Personalmente cerco di rispettare l’autonomia comunale ma non lo posso fare quando questa va contro gli interessi del popolo che sono, come deputata, chiamata in primo luogo a difendere. L’informazione aperta da parte delle Istituzioni è infatti un diritto del cittadino (la contempla quale diritto fondamentale la stessa Costituzione federale) e sta tra l’altro ad evitare conflitti e malintesi. Gli stessi media rivendicano questa apertura nell’informazione e stigmatizzano il fatto che ci siano ancora Assemblee comunali nei Grigioni non accessibili alla stampa e affini. Ad eccezione di Uri tutti gli altri cantoni - meno Glarona, Nidwaldo e Appenzello interno che non hanno ancora varato una simile Legge - conoscono la trasparenza anche a livello comunale. Il Gran Consiglio grigionese l’ha respinta con 60 voti contro 53. Il risultato della votazione finale della “Legge sul principio di trasparenza” è stato di 98 Si, 14 No e 2 astensioni.
Nicoletta Noi-Togni

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Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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