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Lettere dei lettori
martedì 24 maggio 2016.
NO a un’iniziativa ingannevole
di Martin Candinas

All’iniziativa popolare „A favore del servizio pubblico“ è stato dato un titolo accattivante. Non lasciamoci ammaliare. Le conseguenze in caso di approvazione sono molto pericolose. Come abitante e rappresentante di una regione di montagna conosco bene questa tematica e sono da sempre in prima linea per un servizio pubblico forte. Non sarà però questa iniziativa, che si presenta con un approccio completamente sbagliato, a garantirlo. L’iniziativa in votazione il prossimo 5 giugno vuole vietare alle imprese parastatali di conseguire dei profitti e obbligare le stesse a rinunciare alle sovvenzioni trasversali. Uno scenario doppiamente dannoso. Senza utili a queste aziende andrebbero a mancare i mezzi necessari per il finanziamento delle prestazioni di base e per gli investimenti. Inoltre, delle limitazioni nell’ambito delle sovvenzioni trasversali avrebbero delle conseguenze molto pesanti, in particolare per le regioni periferiche e di montagna. Grazie alle sovvenzioni trasversali i servizi meno redditizi vengono finanziati da quelli che rendono di più. Solo in questo modo è possibile garantire le medesime prestazioni in tutto il Paese.
Diversamente dal messaggio che vuol far passare, l’iniziativa non porta alcun vantaggio né in termini qualitativi, né per quanto concerne il prezzo delle prestazioni. Non crediamo a chi dice che le aziende parastatali avrebbero più mezzi a disposizione se non dovessero riversarli alla Confederazione. Senza utili non sarebbero in grado di portare avanti da sole importanti investimenti. Nel contempo, con minori entrate - parliamo di oltre un miliardo di franchi l’anno - a Confederazione e Cantoni mancherebbero i mezzi per sostenere diversi servizi pubblici che finanziano direttamente, come per esempio il traffico regionale su strada e rotaia.
Questi sono solo alcuni fra gli argomenti che mostrano la pericolosità dell’iniziativa in votazione il 5 giugno. Dal Parlamento è uscito un segnale chiaro e unanime: nessuno dei 200 consiglieri nazionali e nemmeno uno dei 46 deputati al Consiglio agli Stati l’ha sostenuta. I promotori dell’iniziativa, nel tentativo di sminuire tale risultato, puntano il dito contro la cosiddetta “classe politica”, ma non dimentichiamo che a respingere la proposta è un ampio fronte che coinvolge tutti i livelli politici, i partiti, le organizzazioni di settore: dall’economia fino ai sindacati.
Questa iniziativa dal nome accattivante è un boccone avvelenato.
Non lasciamoci tentare. Diciamo un NO convinto il prossimo 5 giugno!
Martin Candinas, consigliere nazionale

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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