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Politica
venerdì 27 maggio 2016.
La scuola media che verrà
di Francesco Cavalli

Il prossimo 5 giugno si voterà (anzi si sta già votando) anche sull’iniziativa «Rafforziamo la scuola media – Per il futuro dei nostri giovani», tema che sembra un po’ messo in ombra da altri più dibattuti. Eppure è molto importante.
Dopo che l’iniziativa parallela sulle scuole comunali è stata respinta di strettissima misura il 28 settembre 2014, ai ticinesi si presenta un’altra occasione per ribadire il principio che nella formazione dei nostri giovani non bisogna risparmiare, ma investire di più. Un concetto su cui, almeno in teoria, sembrano concordare in molti. Ma spesso ci si ferma qui. Infatti se è vero che in occasione delle campagne elettorali tutti sostengono l’importanza della formazione a ogni livello, è altrettanto vero che gli eletti non sempre portano avanti con coerenza quanto promesso agli elettori.
A partire dalla metà degli anni novanta il Cantone ha giustamente investito parecchio nel settore degli studi accademici. Purtroppo ciò ha fatto passare un po’ in secondo piano le esigenze degli altri settori scolastici, nonostante il chiaro verdetto popolare del 18 febbraio 2001 a favore della scuola pubblica. Di conseguenza a quest’ultima sono venute a mancare importanti risorse, come dimostrano impietosamente i dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica. Ad esempio, nel 2011 il Ticino si piazzava al 23. posto per la spesa pubblica pro capite destinata all’educazione (3.095 franchi contro una media nazionale di 3.881). È quindi giunto il momento di fare qualcosa per invertire la tendenza e un primo segnale positivo lo possiamo dare votando sì il 5 giugno al rafforzamento della scuola media.
L’iniziativa propone misure puntuali per migliorare la qualità della scuola, come la diminuzione del numero di allievi per classe e il potenziamento dell’orientamento, accanto a provvedimenti in sostegno degli allievi meno favoriti e delle loro famiglie, come la generalizzazione di mense e doposcuola. Inoltre l’iniziativa non ostacola l’articolato e lungimirante progetto del DECS «La scuola che verrà», anzi ne costituisce in un certo senso un trampolino di lancio. Adesso gli oppositori all’iniziativa sostengono la tesi secondo cui sarebbe meglio attendere la conclusione di questa riforma, prima di ogni altra modifica all’ordinamento scolastico.
L’esperienza di tre legislature in Parlamento e in Commissione scolastica mi insegna a dubitare di queste buone intenzioni. Passata questa votazione, qualunque sia il suo esito, vedremo molti politici della maggioranza di centro-destra osteggiare anche «La scuola che verrà» con i ben noti motivi finanziari o ricorrendo a facili slogan secondo cui «i problemi sono altri». Meglio allora votare subito sì all’iniziativa «Rafforziamo la scuola media – Per il futuro dei nostri giovani».

Francesco Cavalli, già deputato PS in Gran Consiglio

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Pazienta per un poco: le calunnie non vivono a lungo.
La verità è figlia del tempo: tra non molto essa apparirà per vendicare i tuoi torti.

Immanuel Kant

 
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