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Lettere dei lettori
lunedì 30 maggio 2016.
San Gottardo con santa ignoranza
di Nicoletta Noi-Togni

Leggo il trafiletto e credo di non aver capito quanto letto. Rileggo: “La cerimonia interreligiosa di inaugurazione del Tunnel del Gottardo avverrà il prossimo 1 giugno. Accanto a Werlen e Rauch, saranno presenti un rabbino, un imam e un rappresentante di chi non si riconosce in nessuna comunità di fede.” È il 23 maggio 2016 e mi stropiccio gli occhi. Cerco la versione tedesca della notizia che risale a qualche giorno prima e leggo: “Ein Imam, ein Rabbiner, ein Konfessionsloser und Martin Werlen, sollen den Gotthard-Basistunnel segnen.” Allora è proprio così poiché “segnen” significa “benedire”, ciò che presuppone l’esistenza di una (o più) divinità che vengono invocate in favore di qualcuno o qualcosa. Un gesto che ben poco ha a che vedere con chi in una comunità di fede, in una religione, non si riconosce. Con tutto il rispetto per quest’ultimi e per il loro pensare e sentire una loro presenza ad una cerimonia interreligiosa, dato che per loro il concetto di religione non sussiste, mi sembra annichilente di qualsiasi ragionamento logico. Che ci sia una loro rappresentanza alla festa d’inaugurazione va certamente bene dato che costituiscono il 20,1% della popolazione svizzera, ma questa è un’altra cosa e con la benedizione non c’entra. Non l’unica stranezza comunque nel varo dell’opera Alp Transit. Anzi: si può parlare di un conglomerato di non conoscenza che se è opera del Consiglio e dell’amministrazione federale, non può non preoccupare. Non si deve infatti conoscere la proporzione delle religioni nel nostro Paese e neppure la nostra storia per omettere tranquillamente dalla manifestazione i protestanti che sono il 28,1% della popolazione (statistica 2010), contro il 4,5% dei musulmani e lo 0,2% degli ebrei (la percentuale dei cattolici è del 38,6%). Protestanti che hanno un “peso” storico ben preciso nella storia svizzera, patria di Ulrich Zwingli e che ha visto le gesta di Giovanni Calvino, nonché la guerra del Sonderbund. Pur non conoscendo la Svizzera una religione di Stato, quasi tutti i cantoni elvetici indicano nelle loro Costituzioni, quali religioni riconosciute e di diritto pubblico la cattolica e la protestante. Questo non significa che si debbano lasciare da parte le religioni minoritarie, ma neppure quelle di maggioranza. Rattoppata questa decisione con l’invito della pastora protestante, lacunose si sono rivelate anche le conoscenze della civica. Non è infatti plausibile che non si invitino, ad una simile manifestazione, i così detti, primi cittadini dei cantoni interessati. Gli stessi che, presiedendo i legislativi cantonali, rappresentano direttamente il popolo. Sempre ancora Sovrano anche se le nostre massime istanze, tendono sempre più a non ricordalo. Troppe dimenticanze, sviate forse da troppa internazionalità. Eppure il rispetto incomincia davanti alla porta di casa.
Nicoletta Noi-Togni

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Pazienta per un poco: le calunnie non vivono a lungo.
La verità è figlia del tempo: tra non molto essa apparirà per vendicare i tuoi torti.

Immanuel Kant

 
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