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Regionale
domenica 5 giugno 2016.
Testimonianza della Shoah alle scuole di Roveredo
di Gerry Mottis
Lunedì 30 maggio le allieve e gli allievi delle scuole sec./sap. ai Mondan di Roveredo hanno avuto l’occasione unica di incontrare i coniugi D’Urbino, milanesi, scampati durante la Seconda Guerra Mondiale alla persecuzione e alla deportazione degli ebrei in Polonia, poiché scappati e rifugiati a Roveredo. Dopo più di settant’anni (e per la prima volta!) i due signori sono tornati commossi nel paese mesolcinese e hanno potuto visitare i luoghi dove sono stati accolti tanto benevolmente: Il ricovero Immacolata Concezione e il collegio Sant’Anna, dove sono rimasti per quasi un anno e mezzo.
Scappati all’età di 8 anni lei e di 12 anni lui, entrambi entrati in Svizzera tramite dei passatori e contrabbandieri italiani da Stabio, soggiornati in più campi in Ticino, i due si sono poi incontrati per alcune volte durante il loro esilio a Roveredo, ma solo dopo la guerra si sono uniti in matrimonio a Milano. Oggi, all’età di 82 e 86 anni i coniugi girano nelle sedi scolastiche del nord Italia e della Svizzera italiana a testimoniare volontariamente la Shoah (l’Olocausto) e sono appunto approdati a Roveredo, dove hanno incontrato gli allievi della Bassa Valle, che si sono dimostrati molto attenti, interessati, curiosi e solidali. A fine del percorso didattico sulla Seconda Guerra Mondiale, hanno infatti posto molto domande e si sono anche commossi per i racconti drammatici dei testimoni della Guerra.
« Siamo vivi per un sì o per un no » ha testimoniato Bruno, mentre la moglie ha confermato che « a 8 anni sono diventata adulta! », ricordando la fuga precipitosa dall’Italia.
L’incontro è stato organizzato dalle scuole ai Mondan, dal docente di etica Lucio Fieni e moderato da Gerry Mottis, che ha introdotto il quadro storico e le immagini degli internati africani ed ebrei accolti durante la guerra a Roveredo, ricordando che questo paese ha una lunga tradizione di accoglienza e di umanità.

GMo
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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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