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Agenda
domenica 19 giugno 2016.
Legami Metallici
dal 30 luglio al 20 agosto 2016

inaugurazione:
sabato 30 luglio 2016
ore 17.00 apertura mostra
ore 18.00 concerto con lo Chansonnier Umberto Gatti presso l’hotel Brocco e Posta

finissage:
sabato 20 agosto 2016 ore 18.00 aperitivo presso la galleria

Con la mostra "LEGAMI METALLICI" la Galleria spazio28 prosegue il discorso iniziato sull’uso dei materiali nell’arte: protagonisti ora i metalli. Se uno dei parametri fondamentali nell’analisi di un artista contemporaneo è la sua matericità, non c’è dubbio che l’elemento materico entra costantemente in gioco accanto ai parametri della fantasia e della storicità dell’opera.
Tra questi materiali di base, uno dei più singolari ed in un certo senso indistruttibili, è proprio il metallo.
Il metallo oltre alla sua valenza pratica ed alla sua indistruttibilità offre anche quelle caratteristiche molto spesso non solo materiche ma cromatiche e imaginifiche che ne fanno uno dei fattori più efficaci.

Il materiale metallo fin dai primordi storici è stato oggetto dell’attenzione degli artisti di ogni epoca ed è stato il mezzo attraverso cui la storia dell’arte ha registrato delle rivoluzioni stilistiche e formali;per limitarci all’arte dal XX secolo, citiamo: il rinnovamento della scultura monumentale di Rodin, le opere analitiche sulla percezione del movimento di Boccioni, le esili e scarnificate figure di Giacometti o ancora le forme antropomorfe di Henry Moore, che costituiscono un esempio della versatilità della fusione in bronzo. Ma il metallo oltre che fuso viene anche piegato saldato come nel¬le opere di Picasso realizzate alla fine degli anni Venti quasi a suggerire un’immediata tra¬scrizione del disegno dal foglio allo spazio.
I metalli vengono tagliati e assemblati come nelle suggestioni cinetiche dei Mobiles di A. Calder o nelle preziosità argentee del ferro nichelato utilizzato da Fausto Melotti.
Le macchine semi-moventi di Tinguely, formate da pezzi recuperati, saldati tra loro e azionati da motorini animano la corrente del Nouveau Réalisme negli anni Sessanta.
L’impiego di materiali saldati con procedimenti industriali diventa pratica corrente a partire dagli anni Cinquanta con le sculture totemiche in metallo grezzo o colorato di David Smith, a sua volta punto di riferimento per la generazione successiva.
Verso la metà di quel decennio Ettore Colla costruisce totem assemblando ferraglie e parti di motore, mentre César realizza con presse industriali le sue Compressioni, utilizzando , lamiere trovate nei cimiteri di automobili e nei depositi di rottami.
E’ degli anni Ottanta la ricerca scultorea di A. Kapoor, che introduce nei suoi lavori cavità di metallo Specchiante per dialogare con il pubblico. Anche nel passaggio di scala il metallo viene utilizzato nel campo dell’installazione, dell’opera ambientale o della public art un esempio sono le grandi sculture pubbliche di Arnaldo Pomodoro o le gigantesche sculture urbane di Richard Serra, costituite da lastre di ferro arrugginito e miranti a ostacolare la viabilità così da indurre a una riflessione sull’oppressività dell’ambiente urbano contemporaneo. Tutto questo per citare solo alcuni degli artisti dell’ampia fascia che utilizzano i metalli nella realizzazione delle proprie opere.

La Galleria spazio28, che ha organizzato negli anni 2014 e 2015 mostre relative ai materiali CARTA e TERRA, quali elementi duttili e plasmabili, presenta ora una mostra avente come soggetto i METALLI e le loro potenzialità espressive, a cui partecipano dieci artisti italiani e svizzeri:

Ettore Antonimi, artista curioso che spazia dalla grafica, alla pittura, alla scultura sperimentando materiali diversi e trascrivendo con il metalli piegati e saldati il proprio stile grafico e lineare.
Valerio Righini e Lorenzo Cambin utilizzano i metalli per creare dialoghi tra elementi naturali e lo spazio circostante.

Franca Franchi usa, tra gli altri, anche l’acciaio come mezzo espressivo Jean Marc Bühler e Gianantonio Ossani invece si concentrano sul recupero di elementi in ferro ridando loro nuova vita attraverso assemblaggi e saldature. Penelope Soler utilizza la tecnica della fusione in bronzo, interpretando la figura femminile creando contrasti armoniosi di luce e di ombra ; Giovanni Tamburelli attraverso la piegatura e saldatura di lastre di ferro realizza una singolarissima fauna metallica.
Aurelio Troger e Ivan Zanoni artisti con una solida esperienza nelle fucine di antica tradizione realizzano forme vegetali sintetiche e lineari il primo, solide ed espressive figure del mondo faunistico il secondo.

In mostra saranno esposti anche delle rarità per gli appassionati collezionisti: i pesi degli Ashanti.
Gli Ashanti,mercanti dediti ai commerci che per pesare la polvere d’oro o le pepite usavano piccoli pesi di ottone, rame o bronzo fusi a cera persa, vere e proprie piccole e preziose sculture utilizzate fino alla fine del XIX secolo. In mostra, unitamente ai pesi, vi sono anche due piccole sculture di Cavalieri Kotoko.

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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