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Regionale
lunedì 20 giugno 2016.
Il ritorno dell’orso in Mesolcina
Mostra temporanea "Pionieri nelle Alpi" al Museo Moesano di San Vittore
Presso il Museo Moesano a San Vittore è stata allestita una mostra temporanea intitolata “Pionieri nelle Alpi”, che descrive il fenomeno di colonizzazione e antropizzazione del territorio alpino dalla preistoria in poi. Per la natura dell’ambiente alpino, il processo di adattamento delle comunità umane al territorio si è protratto dall’età della Pietra fino ai tempi moderni. La gente di montagna non ha mai smesso di essere un popolo di pionieri, poiché ha dovuto lottare e ingegnarsi per conquistare e mantenere gli spazi e le condizioni indispensabili alla sopravvivenza. Un fenomeno di lunga durata ancora ben riconoscibile nel paesaggio culturale delle nostre vallate.
La mostra, allestita al Museo di Valmaggia nel 2015 da Rosanna Janke, è stata adattata alla realtà del Moesano da Maruska Federici-Schenardi. L’allestimento della mostra – una ventina di pannelli e diverse vetrine con reperti archeologici e copie di oggetti, è volutamente “leggera” e divulgativa, in uno stile che ricorda il fumetto. Inoltre, completa e prolunga la sezione archeologica del Museo Moesano, che ripercorre la storia del popolamento della regione dal Mesolitico al Medioevo. Per la sua natura, la mostra “Pionieri nelle Alpi” è pure particolarmente adatta a bambini e ragazzi e si presta a una fruizione di carattere didattico.
Il processo di colonizzazione delle Alpi ha riguardato anche il rapporto tra l’uomo e gli animali: animali da cacciare, da allevare, da temere o da addomesticare. Tra i reperti esposti troviamo anche un orso tassidermizzato, gentilmente prestato dal Museo di storia naturale di Berna. Si tratta molto probabilmente dell’ultimo orso cacciato in Mesolcina, ucciso nell’autunno del 1895 nella Val Radis (sul lato sinistro della Val Cama) dai fratelli Ignazio e Giuseppe del Storno di Leggia. L’orsa in questione è un esemplare adulto relativamente piccolo, dal pelame chiaro, che pesava 105 kg e che misura circa 130 cm. L’animale fu acquistato dall’ingegnere forestale Edoardo Schmid di Grono. Non è chiaro come sia poi finito al Museo di storia naturale di Berna, dove è inventariato con il numero NMBE1042563.
La mostra si può visitare al Museo Moesano fino al 23 ottobre 2016 (mercoledì, venerdì e domenica dalle 14 alle 17).
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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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