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Politica
giovedì 23 giugno 2016.
Rilascio di permessi a società fantasma e Orchestra della Svizzera Italiana
di Nicoletta Noi-Togni

Sono queste le due domande che ho rivolto al Governo nella, appena trascorsa, sessione del Gran Consiglio. Ricalcando la richiesta già rivolta dalla Regione Moesa al Governo in data 25 maggio 2016, che faceva giustamente presente al Dipartimento governativo responsabile, la presenza sul nostro territorio di numerose società fantasma, connotate da attività tutt’altro che chiare, non controllabili da parte dei soli Comuni e passibili – dette ditte – di mettere in difficoltà gli esecutivi comunali generando oneri finanziari e aggirando la legge. Richiesta quindi della Regione Moesa al Governo di verifica di questa situazione e di indicazione ai Comuni su di un modus operandi nell’interesse di Cantone e Comuni; e richiesta alla quale mi associavo. Anche perché preoccupata dal tentativo recente di una associazione estera per cura infermieristica, radiata dal Ticino per attività illecita (aiuto al suicidio tra l’altro) che si era installata sul nostro territorio. Associazione comunque oggi sciolta come risulta dal registro di commercio e come indicato dal Consigliere di Stato on. Parolini. Capo dipartimento dell’economia che rispondeva in modo esaustivo alle mie domande (esame preliminare per ditte che vogliono stabilirsi da noi, solvibilità, stipendi, qualità della mano d’opera e provenienza) dichiarando tuttavia l’impotenza del Governo nell’ambito della concessione di permessi di soggiorno alle ditte. Quest’ultime infatti, quali unità giuridiche iscritte al registro di commercio, possono scegliere liberamente la loro sede in Svizzera. Presso la sede indicata devono comunque disporre di un indirizzo attivo (s’intende con personale operativo in attività permesse in Svizzera). In caso contrario l’Ispettorato del registro fondiario e registro di commercio, avvia corrispondenti misure. In presenza di indizi di irregolarità l’Ufficio per l’industria, arti mestieri e lavoro, procede a verifiche presso le aziende che presentano all’Ufficio della migrazione e del diritto civile, domande di permessi di soggiorno per i loro dipendenti. Questo al fine di individuare la sussistenza di un aggiramento della legge sui lavoratori distaccati. La mancanza di basi legislative non rende possibile il controllo della solvibilità per le ditte svizzere e neppure – in funzione della parità di trattamento voluta dagli Accordi bilaterali – per quelle straniere che non devono neppure sottostare alla presentazione di contratti di lavoro. Altro discorso per gli impiegati esteri che sono soggetti a permesso di lavoro, devono essere qualificati per la professione che svolgono, mentre anche le loro condizioni di lavoro possono essere controllate. Per quanto riguarda la Mesolcina – sempre secondo il Governo – la segnalazione circa le ditte fantasma ha determinato la richiesta alle stesse, da parte dell’Ufficio per l’industria, arti mestieri e lavoro, di attestazione di una attività effettiva. Se questa richiesta non sarà corrisposta, l’Ufficio in questione chiederà all’Ufficio della migrazione e del diritto civile, la sospensione dei permessi per questi lavoratori. Premesso ci siano!
Per ciò che riguarda l’Orchestra della Svizzera Italiana – avevo chiesto al Governo di partecipare con il Consiglio di Stato ticinese all’incontro con i vertici della Società svizzera di radiotelevisione per perorare la causa dell’OSI, penalizzata da un cambiamento della Convenzione che la priva di due terzi dei contributi attuali – il capo dipartimento della cultura on. Jäger, ha affermato di essere disposto, qualora il Ticino lo richieda, a cooperare con esso in favore dell’OSI. Richiesto, ha quindi elencato quanto fatto finora dal nostro Cantone in favore di un’Orchestra, che il Governo riconosce di alto valore non solo per la Svizzera Italiana ma per tutto il Paese, concludendo che il Cantone dei Grigioni ha deciso di continuare con il versamento di 80 000 franchi all’OSI, fino al 2020.
Mi è sembrato importante informare la popolazione su queste questioni, che riguardano direttamente il Grigioni italiano.
Le stesse che non trovano spazio nella cronaca parlamentare delle nostre emittenti radiotelevisive che si sono invece occupate diffusamente della scritta mancante - in romancio e in italiano - sulla facciata del nuovo museo artistico di Coira. Il commento appare superfluo!
Nicoletta Noi-Togni

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Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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