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Cultura
sabato 25 giugno 2016.
Cloud? Che cosa sarà mai?
di Mauro Rossolato

Pubblicando questo contributo inviatoci dal nostro amico Mauro pensiamo di far cosa gradita ai nostri lettori che, magari, potranno trarre giovamento dalle informazioni fornite.

Oramai siamo abituati all’informatica che sforna a getto continuo termini nuovi. Da qualche tempo è in giro una parola nuova: Cloud. Cloud in inglese significa nuvola e questo riferimento dovrebbe (nelle intenzioni di chi l’ha coniato) indicare qualcosa presente in qualche server, ma in un luogo indefinito.

SERVER
Un server è una macchina, o insieme di macchine, che forniscono un servizio ad un utilizzatore: per esempio quando leggo la mia posta, io sono l’utilizzatore (client) e il sito (macchina) dalla quale leggo è il server. Chiaro, no?

TIPI DI SERVIZI
Bene, nella nuvola, o meglio nel cloud, ci sono i server e quindi per associazione, dal cloud otteniamo i servizi che possiamo utilizzare da qualsiasi punto del pianeta e con qualsiasi computer o smartphone. Ecco quindi cloud dedicati allo scambio dei files (Dropbox, Wetransfer, ecc.), oppure agli ERP (contabilità, ecc.), alla videosorveglianza e via dicendo. Alcuni servizi memorizzano dei dati, mentre altri servizi forniscono delle elaborazioni, per esempio meteo, ecc.

CLOUD ED AZIENDA
Una volta i server erano presenti all’interno dell’azienda stessa, mentre oggi possono essere dovunque e possono essere spostati fisicamente dovunque. In termini pratici, per un’azienda non doversi preoccupare dei propri server consente un risparmio e costi certi: paga un affitto e tutto è risolto.

DATI COME PATRIMONIO
I nostri dati rappresentano in qualche maniera, parte del nostro patrimonio. Può sembrare strano, ma un documento potrebbe aver richiesto del tempo per essere redatto (=denaro) o risorse (=denaro). Quindi i dati sono un valore, e infatti quando perdiamo dei file il nostro umore tende alla "burrasca"!

SICUREZZA
Visto che i dati hanno un loro valore, la sicurezza dei medesimi è un fatto obbligato. E qui, con il cloud le cose non vanno poi così bene, anche se molti lo "ignorano".
In questo ambito ci sono due aspetti da considerare:
• recupero dati
• riservatezza
Il primo, il recupero dei dati, si riferisce al fatto di poter rimettere in linea i dati del server.
Il cloud infatti è basato su server e i server sono delle macchine che possono anche guastarsi. Di solito i fornitori prevedono sistemi di memorizzazione "sicura" basata su duplicazione dei file, e quindi possiamo stare abbastanza tranquilli. Nel secondo caso, la riservatezza, il problema è pesante: nessuno vi può garantire che qualche occhio curioso non possa sbirciare i vostri dati. Parlo con cognizione di causa essendo stato sistemista per grosse banche dati e in alcuni casi mi è capitato di dover "indagare" su archivi di ignari utenti. Normalmente le aziende che offrono servizi in cloud obbligano i propri dipendenti alla riservatezza, ma un Falcianì di turno non si nega a nessuno.

DATI SU DATABASE
Se utilizzate un sistema ERP, utilizzerete di conseguenza un database. Anche in questo caso un sistemista, o dba, saranno facilmente in grado di leggere ed estrarre i vostri dati. A dire il vero esistono database che possono crittografare i dati, ma in generale questa tecnica non viene offerta ai clienti (anche perchè non lo sanno...).

CONCLUSIONE
Per quanto riguarda la riservatezza dei file "importanti" e bene crittografare con passphrase1 sul proprio pc e poi depositare nel cloud. Per il recupero dei dati invece è bene avere sempre una seconda o terza copia ricordando bene che un solo sistema è il master. Voglio dire che gli eventuali aggiornamenti vanno scritti sempre e solo sullo stesso disco (p.es. Il pc) e poi copiati. Diversamente si rischia di non sapere dove si trovi l’ultima versione di un file. Infine, per l’utilizzo di database è meglio una via intermedia (in medio stat virtus): applicazione su VPS e dopo l’installazione del sistema cambiare le password di amministrazione: in questa maniera il server è visibile in Internet, ma l’accesso lo gestite voi direttamente.

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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