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Lettere dei lettori
lunedì 27 giugno 2016.
Il Parc Adula merita la nostra fiducia.
di Rodolfo Fasani

Seguo il progetto Parc Adula sin dai suoi albori. E me ne sono da subito appassionato. Quasi come: "a cercare il meraviglioso posto pieno di luce, che apre nuovi orizzonti, nuove conoscenze, affinché la vita ci possa apparire in tutta le sua bellezza". Inizialmente ho faticato un poco a comprendere la sua complessità ma, man mano che l’Associazione e i suoi collaboratori hanno cominciato a costruire, dalle fondamenta, i contorni e poi i contenuti di quello che potrebbe divenire il più grande parco nazionale svizzero, ho capito che per la mia Regione, la Mesolcina, non può che essere un’opportunità irripetibile.

Si è discusso, letto e scritto in lungo e in largo sulle opportunità, o meno, che un parco nazionale potrebbe portare agli abitanti delle cinque Regioni che ne fanno parte. Dai timori sulla caccia a quelli legati alla pastorizia, fino ad arrivare ai dubbi legati alla cosiddetta zona periferica, gli scettici e i contrari non hanno mancato di esprimere i loro pareri, spesso basati su infondate paure e personali teorie, anziché su fatti concreti. E a questi dubbi l’Associazione Parc Adula ha sempre risposto in maniera chiara ed esaustiva, organizzando incontri con la popolazione, informandoci costantemente con i suoi stampati, rispondendo alle sollecitazioni dei media. Recentemente la Confederazione ha espresso dubbi in merito alla zona periferica, laddove noi tutti viviamo, e l’esercito ha chiesto che alcune parti di zona centrale intorno al massiccio dell’Adula venissero modificate. Richieste che l’Associazione Parc Adula ha rimandato al mittente mezzo stampa. Dimostrazione, una volta di più, di come chi questo progetto lo sta portando avanti rimanga fermo sul fondamentale principio del bottom-up, secondo il quale saremo noi, abitanti, a doverci esprimere sulle sorti del Parc Adula e non gli uffici con sede a Berna.

Personalmente accolgo questi segnali con grande ottimismo, a conferma di quanto il nuovo parco nazionale, se lo vorremo, sarà il nostro parco nazionale e quest’idea, che tra qualche mese potrebbe tramutarsi in realtà, mi riempie d’orgoglio. E per dirla ancora col poeta: "il sacrificio grazie al quale una cosa giunge a realizzarsi, non è un sacrificio, ma liberazione e conquista della libertà". Il futuro è qui, di fronte ai nostri occhi, e si chiama Parc Adula. Non riconoscerlo sarebbe un errore imperdonabile.

Rodolfo Fasani, membro del Gruppo amici Parc Adula

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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