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Politica
sabato 2 luglio 2016.
Jacqueline Fehr o le pagliacciate della gerontocrazia

La proposta della Consigliera di Stato di Zurigo, la socialista Jacqueline Fehr, di raddoppiare il valore dei voti espressi dai giovani (http://www.rts.ch/play/radio/le-12h...) è semplicemente una stupidaggine: lo diciamo senza mezzi termini!

Una cosa è chiedere, come abbiamo fatto noi, di concedere il diritto di voto a partire dai 16 anni, un’altra cosa è discriminare i cittadini in base all’età. Il Partito Comunista, che è forse l’organizzazione politica che tramite la Gioventù Comunista più di tutti ha lavorato per il proprio rinnovamento, non ha mai dovuto ridursi a queste pagliacciate che fanno perdere credibilità all’intera sinistra. Noi come comunisti riteniamo infatti che i giovani vadano ascoltati, promossi, ma anche e soprattutto formati ed educati politicamente in maniera seria.

Per noi non ci sono cittadini di serie A e di serie B in base all’anagrafe, esistono semmai le differenze di classe, le quali impediscono ancora oggi ai giovani (e agli anziani) di estrazione popolare di poter competere con i giovani (e gli anziani) più altolocati: dalla banale visibilità mediatica durante una campagna elettorale alla più sostanziale uguaglianza di possibilità nell’ascesa sociale.

La proposta di Jacqueline Fehr non solo fomenta irresponsabilmente il conflitto intergenerazionale, ma è nei fatti una misura paternalistica di una anziana signora che oggi vuole giocare alla giovanilista a fini propagandistici. Se vuole evitare la gerontocrazia, peraltro, può sempre farsi da parte: farebbe felice in primis proprio i giovani socialisti!

Per la Gioventù Comunista, Samuel Iembo, coordinatore.

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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