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Politica
venerdì 8 luglio 2016.
Continuiamo a investire nella parità – Sosteniamo i Consultori

A 20 anni dall’introduzione della Legge sulla parità dei sessi il Consiglio Federale continua nella sua miope politica di tolleranza nei confronti della discriminazione di genere e decide di eliminare gli aiuti finanziari ai Consultori previsti dall’art. 15 della legge.

Il 16 marzo 2016 il Consiglio federale ha deciso di modificare l’ordine di priorità per la concessione degli aiuti finanziari ai Consultori istituiti in virtù dell’art. 15 della Legge sulla parità dei sessi. Questa modifica prevede una riduzione progressiva degli aiuti finanziari ai Consultori fino alla loro soppressione nel 2019 e segue la già sciagurata decisione di cancellare dal programma di legislatura la revisione della legge e la bocciatura dell’iniziativa parlamentare sul congedo paternità. 11 saranno i consultori colpiti in tutto il Paese e 2 quelli operanti in Ticino: il Consultorio Giuridico Donna & Lavoro e il Consultorio Sportello Donna. Questi due enti svolgono un ruolo importante nella difesa dei precari diritti delle donne nel mondo lavorativo; il primo fornendo consulenza legale in ambito lavorativo per casi di mobbing, molestie sessuali e disparità di genere, il secondo occupandosi del reinserimento nel mercato del lavoro e della promozione dell’occupazione femminile.
Nonostante crediamo fortemente che l’aumento del tasso di sindacalizzazione tra le donne sia fondamentale per la costruzione di un’identità collettiva femminile che promuova il diritto di cittadinanza del soggetto donna e sia quindi imprescindibile per lo sviluppo di una società più giusta, riteniamo che la funzione di tutela svolta da questi centri sia importante per la promozione di una cultura della parità e della non discriminazione.
La discriminazione di genere, infatti, è un macigno che pesa ancora sulla società svizzera e si compone non solo di disparità salariale, ma anche di una seria difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro e di permanenza nello stesso. Gli ostacoli incontrati dalle donne (gravidanza, maternità, conciliazione tra gli impegni lavorativi e domestici) sono il frutto di stereotipi culturali che le spingono fuori dal mercato del lavoro o le relegano in impieghi a tempo parziale e poco redditizi, generando una grave perdita economica oltre che di equità sociale.
Solo combattendo contro queste opportunità negate e continuando a garantire un supporto pubblico ai servizi gender-oriented si potrà avanzare sulla strada del progresso e della civiltà.

Per questa ragione il Gruppo donne USS Ticino e Moesa invita tutti alla sottoscrizione dell’appello “Continuare a investire sulla parità” https://art15.plusplus.ch/it/.

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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