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Regionale
martedì 26 luglio 2016.
Quanto vale una vita?
di Nicoletta Noi-Togni

Quanto vale una vita? Non c’è molto da aggiungere alla sensibile riflessione di Renata Rigassi che tratteggia mirabilmente situazione, pensieri e sentimenti intorno alla morte sull’asfalto di un essere umano al quale non è stato ancora dato un nome. Renata ha tradotto in parole, umanamente rispettose, quanto molti devono aver pensato in questi giorni. Diverse le perplessità intorno a quanto accaduto a Lostallo, ad incominciare dalle decisioni adottate dopo il tragico fatto. In primo luogo la decisione di continuare, come se nulla fosse, danze e concerto, espressioni generalmente di spensieratezza e di allegrezza.
Espressione in questo caso di quell’ indifferenza al destino degli altri che sta pervadendo la nostra società (che si cerca comunque in ogni modo di combattere), in questo caso stupefacente se si pensa che, almeno dal punto di vista formale, in altre situazioni simili gli organizzatori hanno interrotto le manifestazioni. La motivazione data da quest’ultimi in merito alla non interruzione è stata la difficoltà di una partenza di massa per la sicurezza stradale. Motivo giustificato ma mi chiedo che ruolo abbia il possibile attutimento dei sensi dovuto ad assunzione di sostanze in tutto ciò. Cosa succede per finire in questi concerti psichedelici che per loro natura perseguono un allargamento della coscienza tramite sostanze psicoattive che causano alterazioni sensoriali? Fatti privati certo ma mi risulta che ci sia una regolamentazione sull’uso degli stupefacenti. Ci sono controlli (ci sono anche bambini piccoli)? Fino a che punto è “regolabile” una simile massa se non si può sospendere la sua attività (potrebbero esserci altre cause che determinano una sospensione) e se non si può contare su di una evacuazione del territorio? Non mi è dato sapere quali misure vengano prese dagli organizzatori di altre manifestazioni simili nel nostro Paese, ma a poco, a poco, visto il mondo che ci troviamo di fronte (ammirevole la fiducia di chi dice che si continuerà negli anni con questo evento…) dovremo anche chiederci se la sicurezza è, più o meno, ancora proponibile. Persone giungono da tutto il mondo per questo concerto, è stato detto. Forse bello, ma incontrollato questo movimento potrebbe tradursi in un’ipoteca sulla vita. Come tutti sappiamo ci vorrebbe purtroppo molto poco. Meglio pensarci! Non condivido l’idea che non dobbiamo cambiare niente del nostro modo di vivere nell’era del terrorismo. No, il destino dell’uomo è sempre stato quello di cambiare con gli eventi che cambiano quando in gioco c’è la vita. In questo caso con maggior precauzione, con più determinazione e imposizione, con più sforzo per proteggere la vita. Purtroppo con più sospetto e meno buonismo. Con più rispetto e meno egoismo. Nessun interesse finanziario, privato o collettivo, vale una vita, o la vita e il suo significato.

Nicoletta Noi-Togni

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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