• 11208 Almanacco del Grigioni Italiano 2018
  • 11205 Gerry Mottis - Terra bruciata
  • 11192 Mosconi sul sofà 4
  • 11083 Tracce del passato? No! Tracce del futuro?
  • 10954 SCOUT DEL MOESANO - Si ricomincia ...
Cultura
lunedì 1 agosto 2016.
NATURA, POLITICA, STRAGI
di Teresio Bianchessi
NATURA, POLITICA, STRAGI

di

Teresio Bianchessi

www.teresiobianchessi.it
blog: teresiobianchessi.wordpress.com



Ogni anno l’estate mi allontana dalla città e mi porta in un agreste paese dell’entroterra ligure, non primo entro terra, ma a Calizzano, definita dai dépliant turistici: “Montagna a portata di mare”.
Per raggiungerla bisogna scollinare il Melogno, colle a oltre mille metri, sempre avvolto nella nebbia, e buttarsi nella boscosissima Val Bormida.
Scavalcare il Melogno, lasciarsi alle spalle l’autostrada, la trafficatissima Aurelia e infilarsi nel fresco ombroso della faggeta che separa il colle dal paese, assesta un primo colpo allo stress e archivia in un istante i riti malsani della città.
Me ne rendo conto quando arrivo alla località “Bosco”, frazione dove ho casa, che conta qualche decina di residenti, dove non transitano macchine e radio e tv sono raramente accese.
In queste condizioni le notizie dei telegiornali che ci parlano di crisi politiche, dibattiti interni ai partiti, schermaglie fra maggioranza e opposizione, qui arrivano meno petulanti, meno fastidiose e la loro importanza, l’interesse per i loro contenuti, subito scemano.
Quale la vera ragione, mi chiedo? Poiché lo schermo è lo stesso della città, quelle sono le notizie.
Avevo iniziato a darmi una risposta guardando il paesaggio intorno: l’orto che cresceva, il manto stellato, la luna rossa, il temporale, il roseto, le garrule rondini, il ruscello, le lucciole; tante piccole magie che insieme evitavano all’animo di adombrarsi e suggerivano di sottrarsi alle teatrali rappresentazioni, sterili e spesso false dei politici.
Il manto della natura, mi son detto, ci protegge e ci aiuta a dare la giusta dimensione alle cose.
Dalle breaking news del mattino hanno però iniziato a giungere, con una frequenza sconvolgente e allarmante, annunci di gravi attentati, di tentativi di colpi di stato e Nizza, Würzburg, Ansbach, Monaco di Baviera, Rouen e Turchia, hanno fatto irruzione anche sugli schermi della tranquilla “Frazione Bosco” scompigliandone l’armonia.
I megafoni delle “News 24 ore su ventiquattro”, le edizioni speciali di tutte le reti, hanno iniziato a sbraitare e l’esagerato volume dei toni mi è parso fine solo all’audience, teso a sconquassare gli animi e togliere il sereno.
In città resti bloccato davanti allo schermo, qui spegni la televisione ed esci per vedere, intanto, che tempo fa.
Personalmente, per elaborare queste tragedie, ho trovato rifugio nella piccola chiesetta di San Giacomo e nella penombra mi sono sentito smarrito nell’immensità incomprensibile dell’universo, e per un attimo la minuscola porta del tempio ha tenuto lontani stridori, spari, paure, sangue.

A ritrovare equilibrio aiuta ancora la natura, con il campo di patate fiorite, il baccello dei fagioli che va riempiendosi, il basilico che fatica al poco sole di quest’estate; la sua potenza stempera emozioni e reazioni epidermiche e avvicina al dolore vero delle creature colpite da questa insana violenza. La natura è saggia maestra e ci suggerisce temperanza, pazienza, previdenza. I giovani attentatori provengono dalle periferie congestionate, prive di respiro, di verde, di natura, arrivano dalle banlieue più degradate; li conosciamo questi ghetti delle città, anche i politici che però ne parlano solo in campagna elettorale per poi disinteressarsi totalmente. Dopo gli ultimi luttuosi eventi molti, apertamente, parlano di terza guerra mondiale, sregolata, senza confini e in questa confusione mi sono sembrate saggie, tempestive e opportune le parole di Papa Francesco che chiaramente ha affermato che non si tratta di guerra di religione, bensì di malefiche lotte dei poteri forti a discapito dei deboli.

Mentre stavo ultimando l’articolo, mi è giunta notizia che le comunità musulmane moderate hanno invitato i loro fedeli a recarsi, domenica 31 luglio, alla messa mattutina cristiana in segno di solidarietà per l’uccisione sacrilega di Padre Jacques Hamel. Un’esortazione che paragono a un invito ad andare nel bosco, a incamminarsi nella natura che pacificamente e fraternamente tutti abbraccia e nutre. Pensate se proprio lei, la natura, decidesse una guerra di religione! Chiaro è che non sono le vittime a volere la guerra e nemmeno i fanatici attentatori; la vogliono i diversamente definiti: “Potenti”. Che stiano attenti però, perché alla fine, come storia insegna, dalla loro terra uscirà, e riservato solo a loro, letale veleno.
top

Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
Sponsors