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Fuori regione
martedì 9 agosto 2016.
Esposizione “I castelli di Serravalle”
Castelgrande dal 6 agosto al 23 ottobre 2016

Castelgrande è lieto di accogliere, per la prima volta, la storia di un altro castello, quello di Serravalle, creando così un ponte quasi fisico sul territorio ed un secondo ponte temporale tra passato e presente, dove i siti, magnificamenti valorizzati, rappresentano il segno tangibile del nostro passato.
L’esposizione “I castelli di Serravalle”, ideata e curata da Nicola Castelletti, Maruska Federici-Schenardi e Silvana Bezzola Rigolini e prodotta dall’Organizzazione Turistica Regionale Bellinzonese e Alto Ticino, è stata inaugurata sabato 6 agosto, e resterà aperta fino a domenica 23 ottobre 2016. Aperta tutti i giorni nella splendida cornice di Castelgrande e della Sala Arsenale.
Il legame dei curatori, sia in ambito professionale, sia in quello personale con il Castello di Serravalle ha dato spunto a questa meravigliosa esposizione, che porta a Castelgrande la sua storia e le sue trasformazioni, così come un’accurata selezione dei reperti archeologici più importanti. Il filo conduttore della mostra è il progetto di valorizzazione e i risultati delle indagini archeologiche, concluse nel 2007.
L’esposizione racconta la trasformazione della rocca di Serravalle all’imbocco della valle di Blenio, da centro nevralgico medievale a spazio contemporaneo di cultura e di aggregazione. Sono presentati i risultati inediti del progetto condotto dall’Accademia di architettura di Mendrisio in collaborazione con l’Università di Basilea, in un allestimento espositivo che intende stimolare il pubblico in modo accattivante con la messa in scena di specifici ambienti che invitano il visitatore ad immergersi emotivamente nei vari aspetti della storia delle fortezze.
Il percorso espositivo prende inizio nella corte interna di Castelgrande, dove il visitatore è accolto da una replica in scala 1:1 di un trabucco. Questa macchina d’assedio è un’invenzione di origine bizantina che risale all’XI secolo, ed è la più grande arma a tiro indiretto, basata sul principio della leva e su quello della fionda, a disposizione degli eserciti medievali. Giunto in Europa durante le Crociate, il trabucco è attestato in Italia nel XII secolo. Il ritrovamento di proiettili di pietra riferibili all’assedio di Serravalle del 1180 costituisce la più antica testimonianza archeologica dell’impiego di tale arma nota finora in Europa. Questo elemento scenico di forte richiamo annuncia così, sin dall’entrata della mostra, l’importante capitolo degli assedi e delle distruzioni subiti dalle fortezze di Serravalle nel corso della loro storia. Nell’atrio della Sala dell’Arsenale due oggetti vogliono attirare una duplice attenzione sulla lunga storia della frequentazione dello sperone roccioso di Serravalle e su quella del suo abbandono. Una punta di freccia in selce risalente all’età del Rame attesta una frequentazione umana del territorio di Serravalle già nel terzo millennio a.C.. L’immagine del castello realizzata dal fotografo bleniese Roberto Donetta nel 1928 riassume invece in uno scatto, accompagnato da una scritta pregnante, il pensiero popolare nei confronti delle rovine di Serravalle, abbandonate a questo destino per 600 anni, fino al XX secolo.

Nella Sala dell’Arsenale una linea del tempo scorre lungo una parete ritmando la storia dei due castelli che si succedono nel tempo sul contrafforte roccioso di Serravalle e offrendo un inquadramento storico esteso al contesto regionale e ai territori posti a sud e a nord delle Alpi, come pure un collegamento sino ai nostri giorni concretizzato dalla presentazione dei dati relativi alle ricerche condotte sul sito.
Al centro della sala nove ambienti, introdotti da sagome di legno che rappresentano personaggi ed oggetti, o da immagini fotografiche di grande formato, invitano il visitatore ad immergersi nei vari aspetti della vita quotidiana nel castello offrendo spunti tematici basati su una scelta mirata delle migliaia di reperti archeologici rinvenuti durante le indagini di terreno e su una serie di oggetti prestati da diversi musei svizzeri ed europei. Brevi testi di approfondimento accompagnano ognuno di questi ambienti. Un banchetto medievale fa così eco ad uno scorcio sulla cucina, l’equipaggiamento equestre all’abbigliamento di una dama. Alle varie forme di artigianato rispondono diverse attività di svago, mentre alle tecniche architettoniche replicano le strategie d’assedio e di distruzione. Il tema della valorizzazione passa per la presentazione degli scavi archeologici e del progetto di valorizzazione.
Due filmati offrono infine un approfondimento sulle ricerche archeologiche condotte a Serravalle tra il 2002 e il 2006 e una riflessione più generale sull’importanza del patrimonio storico e archeologico del Canton Ticino. L’OTR Bellinzonese e Alto Ticino è particolarmente felice di poter ospitare questa esposizione, proposta in due lingue (italiano e tedesco) e con delle schede anche in francese e inglese, che si rivolge a tutti.
I ticinesi vi possono ritrovare un po’ della loro storia, così come i visitatori d’oltralpe e i turisti stranieri saranno entusiasti di scoprire qualche cosa in più sul nostro passato.
La collaborazione con l’Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino, così come con i partner locali della Valle di Blenio e con alcuni musei svizzeri ed europei, ha garantito un risultato di alta qualità espositiva.
Assieme ai curatori, agli Amici del Castello di Serravalle e all’Associazione Archeologica Ticinese (AAT), si sta pensando ad un programma di attività collaterali sia a Castelgrande, sia a Serravalle. A conclusione della mostra, per il fine settimana del 22 e 23 ottobre, dove ricorrono le Giornate del Patrimonio Unesco per i Castelli di Bellinzona saranno vari i momenti e gli intrattenimenti legati anche a questa esposizione.
Inoltre l’Associazione Archeologica Ticinese sta preparando dei dossier di accompagnamento didattico alla mostra. Programmi speciali per le scolaresche e attività collaterali ad hoc saranno presentati di volta in volta alla stampa e sui vari siti internet, con il desiderio di coinvolgere il maggior numero di persone.

Qualche informazione sui curatori della mostra:

Arch. Nicola Castelletti, autore e responsabile per la realizzazione del progetto di valorizzazione
Maruska Federici-Schenardi, archeologa, sorveglianza e accompagnamento archeologico al progetto di valorizzazione
Dr. Silvana Bezzola Rigolini, archeologa e storica, responsabile delle indagini archeologiche a Serravalle per l’Accademia di Architettura e presidente dell’Associazione Amici del Castello di Serravalle.

Informazioni pratiche:
Orari apertura Castelgrande:
Tutti i giorni dalle 10.00-18.00
Prezzi d’entrata:
Adulto: Fr. 10.-
Ridotto/studenti: Fr. 5.-
Famiglia: Fr. 15.-

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