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Lettere dei lettori
giovedì 11 agosto 2016.
Lingua italiana
di Nicoletta Noi-Togni

Se sulle scatole dei formaggini Gerber o sui pacchi di lisciva, la nostra bella lingua viene oltraggiata, giustamente ci indigniamo. Generalmente in questi casi, qualcuno dà voce a questa indignazione. Se un giornalista sbaglia un congiuntivo, viene citato e tacciato d’incompetenza linguistica.
Se la Società svizzera di utilità pubblica, nel suo sito internet di propaganda per il “nuovo” Inno nazionale (vedasi www.chymne.ch), si permette di fare scempio della lingua italiana, nessuno reagisce. Dove sono le Società che difendono dichiaratamente la lingua italiana quali “Il Forum per l’italiano in Svizzera”, “Coscienza svizzera” ed altre ancora? E come mai le personalità (una trentina) della Svizzera - culturale, politica, accademica - che conta, tra le quali anche certe di lingua italiana, chiamate a dare al mondo e ai posteri “finalmente” un Inno nazionale degno di questo nome, come vanno raccontando, non si accorgono di questi errori? Oppure non è importante, come non importanti sono correttezza, qualità e rispetto?
Nicoletta Noi-Togni

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Non arrivavano in molti fino a trent’anni. | La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre. | L’infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo. | Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere | prima che tramontasse il sole, | prima che cadesse la neve.

WISLAWA SZYMBORSKA

 
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