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Lettere dei lettori
martedì 16 agosto 2016.
Considerazioni sul tentato golpe in Turchia.
di Giacomo Galimberti

Ho avuto il piacere di visitare (almeno una quindicina di volte) Istanbul, città meravigliosa, ricca di storia e di monumenti fantastici con abitanti altrettanto cordiali, disponibili, generosi ed accoglienti.
Dopo il “tentato golpe”, e a mio personale parere, tutto sembra cambiato.
Già mi sorge il dubbio che a poche ore dal “tentato golpe” siano state arrestate o licenziate molte migliaia di militari, politici, giudici, insegnanti e altri. Il mio sospetto è che già in anticipo ci fosse in un cassetto una lunga lista di personaggi vari che non la pensavano esattamente come il Presidente Erdogan, notoriamente poco incline ad accettare chi non la pensa come lui.
Altro mio dubbio è sulle oceaniche dimostrazioni “spontanee” in favore del Presidente. Una marea di bandiere turche (stranamente tutte nuove di zecca e tutte della medesima dimensione) che fossero già pronte anche queste? Dimostrazioni che mi sono sembrate molto simili a quelle “spontanee” in sostegno del regime della Corea del Nord…
Altro punto è il fatto che il popolo ed il parlamento “chiedono a gran voce” la reintroduzione della pena di morte. Cosa capiterà a chi in parlamento voterà il contrario?
Infine mi risulta che molti rappresentanti diplomatici di stanza nelle ambasciate turche in alcuni paesi si siano rifiutati di rientrare in Patria malgrado siano stati richiamati dal Presidente.
Ultimo mio pensiero: nel 1923 Kemal Atatürk, al momento di fondare la nuova Turchia, prese ad esempio e base, per la nuova Nazione, il codice civile svizzero. Attualmente, sempre a mio parere, la democrazia turca non assomiglia più molto alla democrazia svizzera.
Posso solo augurare al popolo turco tutto il bene (e la libertà) possibili.
Speriamo bene!
Giacomo Galimberti

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Pazienta per un poco: le calunnie non vivono a lungo.
La verità è figlia del tempo: tra non molto essa apparirà per vendicare i tuoi torti.

Immanuel Kant

 
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